Perché si spengono le luci in aereo durante decollo e atterraggio
Volo notturno, l’aereo è in rullaggio verso la pista, e a un certo punto le luci della cabina si abbassano. […]

Volo notturno, l’aereo è in rullaggio verso la pista, e a un certo punto le luci della cabina si abbassano. Rimane quella penombra bluastra con le lucine del corridoio e poco altro. Se voli spesso ci fai caso appena, ormai è routine.
In questo articolo:
Ma perché lo fanno? Perché spengono le luci in aereo? È una domanda che prima o poi viene a tutti, magari mentre stai armeggiando con le tue cuffie ANC cercando di far partire un film. Sappi che non c’entra niente il risparmio energetico, e nemmeno il voler creare un ambiente rilassante per farti dormire.
Non è una questione di comfort
Questa è una cosa che molti passeggeri non sanno: abbassare le luci in cabina è una procedura di sicurezza obbligatoria. Non è a discrezione del comandante, non dipende dalla compagnia. È una procedura di sicurezza adottata universalmente da tutte le compagnie aeree, in linea con le raccomandazioni delle principali autorità come FAA ed EASAi. Il motivo è legato alle due fasi più delicate di ogni volo, cioè decollo e atterraggio.
I dati parlano chiaro: la maggior parte degli incidenti aerei si verifica proprio durante queste fasi, che in gergo tecnico si chiamano “critical phases of flight”. Tutto quello che succede in cabina in quei minuti, luci, tendine, schienali dritti, tavolini chiusi, è pensato per un unico obiettivo: rendere un’eventuale evacuazione il più rapida possibile.
Una questione di occhi
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Ok, ma cosa c’entrano le luci con l’evacuazione? C’entra la fisiologia. Quando passi da un ambiente illuminato a uno buio, i tuoi occhi ci mettono un po’ ad abituarsi. La retina ha bisogno di almeno venti-trenta secondi per un adattamento anche solo parziale, e servono diversi minuti per uno completo. È la stessa cosa che ti succede quando entri al cinema a film già iniziato: per i primi secondi branchi nel buio e non vedi nemmeno dove sederti.

Adesso trasporta questo concetto su un aereo. Se le luci della cabina fossero accese a piena potenza e all’improvviso si spegnessero, per un guasto, un impatto, qualsiasi cosa, ti ritroveresti cieco nel momento peggiore possibile, quello in cui dovresti alzarti e trovare l’uscita più vicina. Abbassando le luci prima, i tuoi occhi arrivano già pre-adattati all’oscurità. Se succede qualcosa, riesci a orientarti subito senza quei secondi di buio totale. Sembra una sciocchezza, ma in una cabina piena di gente che si alza di colpo quei secondi diventano critici.
Le strisce luminose e la regola dei 90 secondi
C’è poi un dettaglio a cui probabilmente non hai mai fatto caso. Lungo il pavimento della cabina corrono delle strisce fotoluminescenti che indicano la direzione delle uscite di emergenza. Quelle strisce funzionano al buio e con le luci della cabina accese a tutta, non le noteresti nemmeno. Al buio invece diventano la tua guida principale per capire dove andare.

Devi sapere che nell’aviazione commerciale esiste una regola precisa: qualunque aeromobile deve poter essere evacuato in 90 secondi, usando solo metà delle uscite. Novanta secondi per far uscire tutti, dai primi posti fino all’ultima fila. In uno scenario così, ogni secondo guadagnato conta. Avere trecento passeggeri che vedono già al buio e riescono a seguire le indicazioni a pavimento invece di brancolare nel nulla non è un vantaggio marginale. È il motivo per cui questa procedura esiste.
Stesso discorso per i finestrini
Hai presente quando l’equipaggio ti chiede di alzare la tendina del finestrino durante decollo e atterraggio? Ecco, il ragionamento è identico. La luce che entra dall’esterno, che sia il sole, le luci della pista o anche solo il crepuscolo, diventa una fonte di orientamento aggiuntiva in caso di emergenza. Con le tendine alzate puoi guardare fuori, capire cosa sta succedendo, valutare se c’è fuoco da un lato dell’aereo ed eventualmente dirigerti dall’altra parte.

Ma c’è anche il lato opposto della questione. I soccorritori a terra riescono a guardare dentro la cabina attraverso i finestrini: possono vedere se c’è fumo, individuare dove sono concentrati i passeggeri, decidere da quale porta intervenire prima. Con le tendine abbassate, dall’esterno la fusoliera è una scatola chiusa. È un dettaglio che non viene mai spiegato nelle safety card, ma ha un peso operativo enorme per le squadre di emergenza.
Di giorno funziona al contrario
E quando si vola col sole pieno? Succede l’opposto. Se fai caso, durante decollo e atterraggio diurni le luci della cabina vengono alzate al massimo. Il principio è speculare: fuori c’è molta luce, e se la cabina fosse buia uscendo dall’aereo rimarresti abbagliato dal sole. Portando le luci interne al massimo si riduce la differenza di luminosità tra dentro e fuori, così da evitare quello shock visivo nel passaggio dalla cabina all’esterno. Due situazioni opposte, stesso principio di fondo: fare in modo che i tuoi occhi non debbano mai adattarsi da zero nel momento sbagliato.
Insomma, la prossima volta che le luci si abbassano sul tuo volo serale, sai che dietro quel gesto c’è un meccanismo di sicurezza pensato nei minimi dettagli. Magari non servirà mai, e per fortuna nella stragrande maggioranza dei casi è così. Ma se dovesse servire, quei pochi secondi di vantaggio possono cambiare tutto.



