Quando le star volano alto… le celebrità che hanno fondato compagnie aeree
Avere tanti soldi e comprare un jet privato personalizzato è una cosa. Fondare una compagnia aerea vera, con Boeing e […]

Avere tanti soldi e comprare un jet privato personalizzato è una cosa. Fondare una compagnia aerea vera, con Boeing e Airbus da gestire, equipaggi da pagare e rotte da pianificare, è tutt’altra storia.
In questo articolo:
Eppure ci sono celebrità che ci hanno provato davvero, mettendoci soldi, faccia e spesso rimettendoci entrambi. Alcuni casi sono leggendari. Altri invece sono fallimenti spettacolari.
Niki Lauda e le sue tre compagnie
Niki Lauda non scherzava quando si trattava di aviazione. Il campione di Formula 1 ha fondato tre compagnie aeree nell’arco di 40 anni, cosa che già da sola dice molto sulla sua testardaggine.

La prima è Lauda Air, nata nel 1979 con due Fokker F27. Negli anni ’80 cresce parecchio, vola verso l’Asia e l’Australia, diventa un nome rispettabile. Poi arriva il 1991 e il disastro del volo 004 in Thailandia, 223 morti. Lauda va personalmente sul posto, si batte con Boeing per capire cosa è successo e alla fine emerge che è stato un problema tecnico del 767. La compagnia va avanti fino al 2012, quando Austrian Airlines la ingloba definitivamente.
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Ma Lauda non molla. Nel 2003 fonda Niki, una low-cost austriaca. Air Berlin la compra nel 2011 ma lui resta coinvolto. E quando nel 2018, a 69 anni, vede l’opportunità di ripartire, lo fa ancora creando Laudamotion, che Ryanair acquisisce poco dopo. L’ex pilota di macchine da corsa viene a mancare nel 2019, dopo aver dimostrato che nel settore aereo non si arrende mai nessuno.
Bud Spencer aveva una compagnia aerea
Sì, Carlo Pedersoli, il mitico Bud Spencer. Oltre a tirare cazzotti nei film era anche un pilota certificato, e nel 1981 ha fondato Mistral Air. La compagnia inizia a volare nel 1984 e fa un po’ di tutto: charter, voli di linea, trasporto posta. Ma la cosa curiosa è che si specializza nei pellegrinaggi religiosi, portando fedeli a Lourdes, Fatima e in Terra Santa grazie a un accordo con l’Opera Romana Pellegrinaggi. Non esattamente quello che ti aspetti da Piedone.
Mistral Air cambia proprietari più volte, prima TNT nel 1997, poi Poste Italiane nel 2002. Nel 2018 smette con i passeggeri e diventa solo cargo, e l’anno dopo prende il nome di Poste Air Cargo. Esiste ancora con 6 aerei impegnati nel trasporto postale, anche se ormai di Bud Spencer resta solo la storia.

Richard Branson e Virgin Atlantic
Branson non nasce come imprenditore nel settore aereonautico ma ci diventa in seguito a un volo cancellato. Branson infatti rimase bloccato a Puerto Rico nel 1984 per via del il volo cancellato con destinazione Isole Vergini Britanniche era stato cancellato. Branson non si perde d’animo e che fa? Noleggia un aereo, vende i posti agli altri passeggeri incavolati e si rende conto che può farlo meglio delle compagnie esistenti.
Così nasce Virgin Atlantic, con un Boeing 747 di seconda mano. Branson punta tutto sul servizio e sull’esperienza di viaggio. Virgin Atlantic nel 1991 fu la prima compagnia a offrire schermi individuali in tutte le classi (inclusa economy). Prima di Virgin, gli schermi esistevano ma solo in business e first class, bar a bordo, e proporre delle lounge moderne di lusso che rinomina in Clubhouse con servizi superiori alle altre lounge. L’idea è che volare deve essere bello, non solo funzionale.
Virgin Atlantic funziona, e Branson continua. Virgin Blue in Australia nel 1999, Virgin America negli USA nel 2007, Virgin Galactic per andare nello spazio. Oggi il gruppo Virgin è uno dei nomi più riconoscibili dell’aviazione mondiale, e Branson è probabilmente l’unica celebrità che può dire di aver vinto davvero in questo settore.
Trump Shuttle, ovvero come buttare 365 milioni
Donald Trump, forse la celebrità attuale nel senso più ampio del termine, nel 1989 compra l’Eastern Air Lines Shuttle per 365 milioni di dollari. Vuole fare il servizio shuttle più lussuoso d’America: lavandini in marmo (poi sostituiti con finto marmo perché pesavano troppo), moquette bordeaux così spessa che le hostess facevano fatica a spingere i carrelli, rubinetti dorati nei bagni.
Bello? Forse. Sostenibile? Per niente. I Boeing 727 erano vecchi e bevevano carburante come spugne. Trump prova a risparmiare riducendo i piloti in cabina, ma si scontra con le normative FAA che glielo impediscono. Dopo 14 mesi è già in default. Nel 1992 la compagnia viene venduta a USAir e Trump esce di scena. Morale: l’oro sui rubinetti non fa volare gli aeroplani.
Questione di fortuna (e competenza)
Lauda ha fatto tre tentativi e ha lasciato un segno importante. Branson ha costruito un impero che dura da 40 anni. Bud Spencer ha creato qualcosa che esiste ancora, anche se trasformato. Trump ha bruciato centinaia di milioni in poco più di un anno.
Fondare una compagnia aerea è difficile anche per chi ha esperienza. Per le celebrità che ci provano senza sapere bene dove si stanno cacciando, può diventare un disastro. Ma quando funziona, le storie che ne escono sono quelle che vale la pena raccontare.


