Il primo resort di Bora Bora, dopo 40 anni, ha ancora il suo fascino: recensione Intercontinental Le Moana Resort
L’InterContinental Bora Bora Le Moana Resort è uno dei resort più iconici della Polinesia Francese e rappresenta, di fatto, l’alba […]

L’InterContinental Bora Bora Le Moana Resort è uno dei resort più iconici della Polinesia Francese e rappresenta, di fatto, l’alba del turismo di lusso a Bora Bora così come lo conosciamo oggi.
In questo articolo:

Ma la sua storia nasce ben prima del marchio InterContinental.
Il turismo prima dei social

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Il resort apre nel 1987 con il nome Moana Beachcomber Hotel. In quegli anni Bora Bora era ancora lontana dalla fama planetaria che avrebbe raggiunto due decenni dopo: pochissimi resort, zero social media e un turismo che stava muovendo i primi passi verso il segmento “lusso”.
Il Moana Beachcomber si distingue subito per una scelta che oggi sembra scontata, ma che all’epoca era rivoluzionaria: costruire i bungalow direttamente su Matira, una delle spiagge più belle del mondo, sull’isola principale e non su un motu.

Questo lo rendeva facilmente accessibile, vicino alla vita locale, ai negozietti, alle roulottes e ai ritmi quotidiani di Bora Bora. Una rarità ancora oggi.

Nel 2001, il resort entra nel portfolio IHG e prende il nome attuale: InterContinental Bora Bora Le Moana Resort. Pur entrando in una catena globale, il Le Moana mantiene lo stile autentico polinesiano del Beachcomber originale: legno, pandanus, artigianato locale, tetti in foglia e un senso di intimità che molti resort “moderni” hanno perso.
Location

Il Le Moana è situato sulla Pointe Matira, un tratto di sabbia che ha fatto la storia della fotografia di viaggio e che compare spesso nelle classifiche “best beaches in the world”. Siamo nella punta meridionale dell’isola a circa 15 minuti di taxi dallo scalo degli shuttle aeroportuali. Volendo l’hotel offre un servizio navetta privata da/per l’aeroporto, che ricordo è su una isola
Davanti all’ingresso del resort c’è l’unica spiaggia “libera” di tutta Bora Bora e a differenza dei resort più recenti, costruiti su motu privati, il Le Moana offre libertà di movimento, possibilità di vivere l’isola senza dover prendere barche e/o sostenere costi extra per gli spostamenti e incontrare la gente del posto e non solo quelli che lavorano nel resort.

Per questo tanti viaggiatori esperti lo considerano il resort più “vero” di Bora Bora.
La prenotazione

Come sempre quando siamo in viaggio per noi è sempre bleisure, anche perchè il sito vive di recensioni quindi saltare da un albergo all’altro per noi è normale e non ci pesa dover fare e disfare le valige ogni 2 giorni.

Avevamo molte opzioni in casa Marriott dove bruciare dei punti, ma la scelta è caduta su questo Intercontinental per la sua storia, la sua posizione e soprattutto il suo prezzo. Se a tutto questo aggiungiamo che ogni anno “pago” per avere lo status Ambassador è stata una scelta quasi obbligata.
Questo è stato l’unico resort dove, nel corso di questo viaggio, non abbiamo usato i punti. Il costo per due notti non è stato però economico, ma la Polinesia come le Maldive non sono posti dove puoi pensare di venire in guest house.

Noi, come sempre, avevamo prenotato la camera base, ovvero un bungalow sulla spiaggia, il costo per due notti è stato di circa 1.350 euro.

Al nostro arrivo abbiamo scoperto di essere stati “promossi” in un bungalow vista laguna, che ha un costo circa del doppio rispetto alla camera che avevamo prenotato, ovviamente tutto merito dello status (pagato 199$).
Check-in

Il primo impatto, se arrivi dopo aver fatto check-out dal Conrad Bora Bora Nui, è come fare due tratte intercontinentali una dietro l’altra e volare prima con l’A380 di Emirates e poi l’A350 di Lufthansa (non Allegris).
Ci siamo accomodati nella reception open air e mentre i nostri bagagli venivano portati in stanza abbiamo firmato una valanga di carta, ricevuto i nostri braccialetti/chiavi e dopo un bicchiere di succo e un panno fresco ci hanno accompagnato in stanza.

Mi è piaciuto molto il fatto che sia stata una sorta di staffetta: un addetto differente per ogni fase, fino al saluto da parte della GM dell’hotel.
Il bungalow

Alla vista le strutture sembrano decisamente più fresche di quelle del Conrad, ma ovviamente sono due strutture assolutamente non paragonabili tra di loro a partire dal fatto che questa è un 4 stelle.

La nostra capanna #39 è esattamente uguale alle altre per dimensione, 63mq, e configurazione. Quello che cambia è l’orientamento e la vista. Ci sono quelle che guardano verso il mare aperto e quelle che si affacciano verso l’isola e poi ci sono un gruppetto di bungalow più recenti ubicati su un piccolo pontile a parte.
Come detto à una palafitta in legno, bambù e paglia intrecciata. Ti da l’idea di essere dentro una abitazione tipica, una di quelle che quando arriva un tifone (che qui non ci sono) viene spazzata via come dal lupo nella favola dei tre porcellini. L’ambiente è diviso con delle pareti che non arrivano al soffitto: salottino, camera da letto e bagno.

Ogni sistemazione ha il proprio accesso diretto al mare.

Terrazzino con lettini e tavolino. Piattaforma per scendere in acqua con doccia.

Nel nostro caso il divano era stato trasformato in letto per Bete.
In stanza anche una piccola scrivania e l’angolo bar.
La camera da letto ha un materasso king, una piccola tv ed una immensa vetrata che ti fa immaginare di essere a bordo di una nave da crociera, solo che non avrai mai il mare così vicino a bordo di uno di quei giganti.
Bagno spazioso con doppio lavabo, doccia e vasca e wc in zona separata.

Non è un 5 stelle, ma ha delle piccole attenzioni che, ad esempio, il Conrad non aveva come la possibilità di scelgiere tra diverse tipologie di cuscini.
La chicca sono le due finestre: quella della camera e quella sul “mondo di sotto”. Ecco qui si gode veramente dello spettacolo polinesiano.
Il mare
In famiglia non siamo grandi nuotatori, non siamo tipi da spiaggia che si sdraiano alle 10 e si alzano solo per mangiare e bere fino al tramonto.
Abbiamo però apprezzato la possibilità di nuotare in mezzo ai pesci, senza disturbarli troppo nel loro ambiente.

Bora Bora, essendo Europa, può sfoggiare anche la bandiera blu.
Il resort partecipa anche attivamente ad un progetto di ripopolazione dei coralli.
Il resort
Le dimensioni di questa struttura non sono enormi. Anzi.

La parte pubblica si sviluppa intorno ai due ristoranti. Uno dove viene servita la colazione e l’altro che svolge anche il ruolo di bar.
La spiaggia è bella, ma non potrebbe essere diversamente visto che è quella di Matira, non puoi fare una camminata enorme, ma sicuramente puoi trovare il tuo posticino tranquillo dove cuocerti al sole.
Anche la piscina non è immensa, ma non vieni in questi posti per la piscina. La cosa bella è che c’è anche una piccola versione di laguna. Ovvero una piscinetta di sabbia perfetta se si viene qui con dei bambini piccoli.
C’è anche una piccola zona relax con tavolo da pping pong, libreria e sala tv. E ci sono tavole da SUP e canoe a disposizione gratuitamente e moto d’acqua ed altre attività prenotabili a pagamento.
Food&Beverage

Abbiamo preso un aperitivo e mangiato alcune tapas, sfruttando il drink di benvenuto e l’happy hour.

Si può bere con i piedi nella sabbia, ma non godere del tramonto dato che il sole scende dal lato opposto della spiaggia.
La colazione è servita a buffet e noi la abbiamo gustata alle 6.30 del mattino guardando il sole sorgere sopra il villaggio.

L’offerta è completa, ci sono sia sapori locali che i classici piatti internazionali. Il buffet è dolce e salato e c’è poi l’angolo della cucina espressa che prepara oltre alle uova anche crepes e pancakes a nastro continuo.

Ovviamente per gli Ambassador la colazione è gratuita e sono stati anche gentili ad estendere il benefit a mia figlia.
In conclusione
Tutti gli altri resort sono ubicati nei motu esterni, isolati e dove non puoi spostarti liberamente, soprattutto dove si trova il Conrad. Qui sei in mezzo ai local che vanno alla spiaggia, in un resort dove la gente del posto può venire per l’happy hour o per cenare e questo ti permette di respirare anche un pochino la vita dell’isola.

Devo dire che mi sembra un giusto compromesso, soprattutto se non si vuole/può spendere oltre 1000 euro a notte o non si hanno abbastanza punti per soggiornare senza pagare.

Pro
- Location
- Ambiente
Contro
- Wifi

















































































