Da Tokyo a Los Angeles, atterri prima di essere partito: recensione Delta One Suite sull’A350
Attraversare la linea del giorno può farti guadagnare un giorno o perderlo, a seconda della direzione del tuo viaggio. Nel […]

Attraversare la linea del giorno può farti guadagnare un giorno o perderlo, a seconda della direzione del tuo viaggio.
In questo articolo:

- Specifiche
- Aeromobile:
- A350
- Classe:
- One Suite
- Tratta:
- HND - LAX
- Prezzo:
- 115k skymiles + 83€
- Prenota
Nel corso del mio giro del mondo in 40h io l’ho guadagnato, dato che sono partito, in ritardo, nella serata del 30 dicembre da Tokyo e sono arrivato a LA nel primo pomeriggio dello stesso giorno: una cosa che manda in tilt, a volte, i sistemi.
La prenotazione
Ho prenotato con i punti: ho trasferito da MR a SkyMiles, o Skypesos come chiamano gli americani i punti del programma fedeltà di Delta.

In meno di un’ora avevo trasferito 180k punti, peccato solo che il tasso di conversione sia di 3:2, ma non si può pretendere tutto dalla vita.

Il costo finale è stato di 115k Skymiles e 83 euro di tasse.
In aeroporto
Sono arrivato in aeroporto, avevo già fatto check-in sull’app e così ho passato i controlli di sicurezza dal fast track per i passeggeri di business e mi sono diretto verso le lounge.

Prima ho provato ad entrare nella Centurion American Express, è la prima in Giappone e una delle più nuove, ma c’era la lista d’attesa e la coda infinita fuori.

Così sono salito al piano superiore e mi sono rilassato nello SkyClub di Delta, lounge che avevo già recensito e che continua ad essere un prodotto più che valido.

Dopo una doccia e un piatto di noodle speciali per il capodanno imminente sono andato al gate.
Volo in ritardo di oltre 3h che mi ha costretto a cambiare i miei piani e stravolto parte del mio itinerario di giro del mondo.
A bordo
L’A350/900 è l’ammiraglia di Delta, allestita in 3 cabine: Delta One (la business), Delta Premium (la Premium Economy), la eco tradizionale è divisa in due: Comfort (che ha più spazio) e normale.

Ci sono due cabine di business: la principale e una più piccola con solo 8 poltrone dopo la seconda porta.

Io avevo scelto proprio un posto qui, l’11A, ma ho fatto un errore da principiante.

Non solo durante l’imbarco sei come un pesce nell’acquario con tutti i passeggeri che ti sfilano davanti per andare al posto, ma non c’è una galley che divide questa cabina dalla PE e quindi è decisamente meno isolata.

L’altro difetto principale è che il servizio viene fatto solo in un verso: dal fronte al retro, questo vuol dire che io sono sempre stato l’ultimo ad essere servito.
La poltrona
L’allestimento della cabina è 1-2-1, questo vuol dire che tutti i passeggeri hanno accesso diretto al corridoio.

L’assenza della cappelliera nella parte centrale rende più arioso l’ambiente, ma ovviamente riduce lo spazio essendoci solo quelle laterali.

I sedili sono disposti a scacchiera: uno è più vicino al finestrino, l’altro al corridoio e l’orientamento è dritto, cosa che regala una posizione più naturale e più comodità soprattutto in modalità letto perchè si dorme dritti e non in diagonale.

Tutte le poltrone hanno la porta, che può essere usata solo dopo la fine del servizio del pasto.

Non è alta come la Suite, ma è comunque in grado di isolare i passeggeri: certo, se cammini nel corridoio puoi comunque guardare in casa d’altri.
La seduta è comoda, i controller del sedile sono posizionati in maniera intelligente e non corri il rischio di schiacciarli per sbaglio.

C’è un piccolo cavedio, non grande per metterci uno zaino, ma abbastanza per la borsa, il computer: insomma un posto al sicuro dove riporre gli oggetti di valore.

C’è poi un secondo spazio dove posare i propri oggetti, ma non è chiuso: qui ci fosse stato uno sportellino sarebbe stato perfetto.

Al posto si trova già tutto: la sacca con tutto il bedding, il topper, un cuscino da usare in modalità relax. Le ciabattine, l’amenity kit che come il resto dei prodotti è in collaborazione con Missoni.

Il menu e una bottiglietta di acqua.

Essendo un volo notturno la prima cosa che ho fatto è stata quella di posizionare immediatamente il topper, in modo da essere pronto ad andare in modalità letto.

Sotto il bracciolo è nascosto uno specchio e il controller dell’IFE.

La soluzione della sacca con il kit notte dovrebbe essere uno standard in tutte le compagnie. Niente plastica, tutto protetto e pulito.
Dentro un cuscino davvero comodo e il piumino, ovviamente anche qui Missoni.

Il difetto di questa poltrona è che è un pochino stretta, ma non si può volere tutto dalla vita.
Una volta chiusa la porta ci si sente abbastanza isolati da quello che accade in giro per l’aereo.

Ottimo poi che Delta abbia mantenuto le bocchette dell’areazione: trovo che le compagnie che non le mettono per risparmiare siano davvero poco lungimiranti.

Nel complesso il prodotto è più che valido, il tavolino è grande e anche se non puoi alzarti quando è apparecchiato non sei troppo sacrificato.
Bagni standard, come in tutti gli A350, e c’è anche uno completamente accessibile alle persone con mobilità ridotta.
Servizio

Questo è stato il tasto dolente del volo. Purtroppo le compagnie americane sono lontane anni luce rispetto a quelle del resto del mondo: certo si stanno modernizzando sul prodotto, ma è molto più complesso farlo sul servizio.

Personale notevolmente più anziano rispetto a tutte le altre compagnie, ma questo è figlio anche del fatto che per l’americano medio l’aereo è come la metro per il milanese.

Prima del decollo l’unico contatto che ho avuto è stato quello per ordinare il mio piatto principale dal menù. Basta. Ci sono voluti più di 40 minuti dopo che si è spento il segnale delle cinture per avere la salvietta e ancora di più per avere da bere.
Una cosa davvero incredibile che (credo) non mi sia mai capitata prima.

Il mood di (quasi) tutto l’equipaggio che ha bazzicato per la mia zona era sullo sfasato andante, ad eccezione di quello che credo fosse il capo cabina.

La prova della campanella è stata superata alla grande: meno di 20” per arrivare è un tempo da First Class,

Ma il servizio del pranzo fatto al vassoio, le bevande al carrello è davvero poco premium. Il paradosso è stato che il primo carrello che è passato non aveva lo champagne e così ci sono voluti altri 10 minuti prima di avere il mio drink.
Certo con il vassoio si fa prima, ma vuoi mettere ITA o Qatar, solo per citarne due a caso, che ti servono un piatto di ceramica dopo l’altro?
A tutto questo aggiungi che ero sempre l’ultimo ad essere servito e il gioco è fatto.
Amenity kit carino, prodotti di qualità (soprattutto i calzini) e ottime anche le ciabattine.
IFE

Qui devo dire alti e bassi: purtroppo la connessione sui voli sul Pacifico non è garantita, sul portale di bordo Delta informa che arriverà entro metà 2026. Però quando ci siamo avvicinati alla costa ovest ha iniziato a funzionare ed è gratis per tutti gli iscritti al programma fedeltà.

I contenuti del sistema, che parla perfettamente italiano, sono tanti. Peccato che anche i canali di live TV non siano stati attivi per tutto il volo.

C’è una piastra per la ricarica wireless dei telefonini, comoda e una volta tanto funzionante.

C’è una presa multipla, una porta USB-C e l’ingresso per le cuffie.

I contenuti sono tanti, ci sono anche delle serie complete!! Niente Apple TV+ o altri network come invece accade su altre rotte.

Il “disonore” è stata però l’assenza delle telecamere di bordo per poter vedere il mio programma preferito, così mi sono accontentato della mappa.
Food&Beverage

Una mezza delusione anche qui: la proposta culinaria erano due piatti nella versione occidentale e un menù degustazione in caso di piatto giapponese. Io sono stato fortunato nell’essermi accaparrato l’ultimo disponibile, anche perché l’offerta occidentale era davvero triste.

La qualità del catering giappo era buona, i sapori classici e il piatto caldo bilanciato e piacevole. Anche il dolcetto non era male.

Sulla colazione invece mi sono buttato sul sicuro: pancakes alla frutta. Caldi, abbondanti e piacevoli da mangiare.
In conclusione

Il problema è il prezzo: il prodotto One Suite è valido, l’esperienza negli aeroporti americani come JFK, LAX o Seattle è top. Però poi, messo piede a bordo, c’è ancora la vecchia Delta.
Mood altalenante dell’equipaggio, servizio da premium economy e in generale catering poco invitante.

Delta, come le sue 2 sorelle americane, è solitamente più cara delle compagnie europee: certo, una spesso offre il diretto, le altre con scalo da Roma o dagli altri hub, ma la cabina non basta a giustificare il prezzo.
Certo è SkyTeam, certo puoi prenotarla con le miglia Flying Blue, ma se il volo con AF ti costa 500€ o 40k punti meno io andrei con la seconda.

Pro
- Kit notte
- Tecnologia di bordo
Contro
- Servizio
- Proposta gastronomica
SkyTeam
LAX

























