La poltrona è WOW, ma non vale il prezzo del biglietto: recensione First Class Japan Airlines
Non avrei dovuto prendere questo volo, non era in programma fino a pochi giorni prima della partenza. Ci sono però […]

Non avrei dovuto prendere questo volo, non era in programma fino a pochi giorni prima della partenza. Ci sono però poltrone che sono difficilissime da prenotare con i punti e, quando per “magia” appaiono, devi essere veloce: è “adesso o mai più”.
In questo articolo:

- Specifiche
- Aeromobile:
- A350/1000
- Classe:
- First
- Tratta:
- CDG - HND
- Prezzo:
- 136.5K avios + 335€
- Prenota
E così ho prenotato, quasi senza pensarci, questo biglietto e poi mi sono messo a costruire un itinerario ULTRA last minute con i punti, perché arrivare il 30 dicembre a Tokyo è figo, ma se vuoi fare Capodanno a casa tua insieme a Marika e Bumba devi riuscire a incastrare i tasselli del puzzle, ovviamente senza spennarti.
La soluzione più semplice era volare il percorso inverso con Air France: c’era un posto a 85k miglia sul volo serale e sarei tornato a Linate con il volo della mattina del 31. Ma questo volo avrebbe avuto tanta comodità e zero utilità per il mio progetto. Cercavo comunque qualcosa di nuovo da recensire.
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E alla fine è uscito un giro del mondo folle in 40 ore, e questa è solo la prima puntata.
Prenotazione
Questo è un biglietto che costa circa 7/8 mila euro a tratta, un prezzo davvero fuori dal mio budget e che gareggia con ANA a livello di costo. Ci sono pochi modi per prenotare questo biglietto: le miglia JAL sono le migliori, ma ovviamente non le avevo.

Le miglia AAdvantage, ovvero il programma fedeltà di American Airlines: biglietto disponibile al costo di 90k miglia e meno di 100 dollari di tasse. Non le avevo e non potevo convertirle in nessun modo da RevPoints o Membership Rewards. Avrei potuto comprarle a poco più di 2.000 dollari.

Gli Avios di British ne avevo parecchi sul mio conto collettivo, ma avrei anche potuto trasferirli sia da MR che da RP. Ne servono poco meno di 140k, oltre a circa 340€ di tasse. E alla fine la scelta è caduta su questa opzione, anche se comprare per prenotare restava comunque una valida alternativa.
In aeroporto
Parigi, Terminal 2E: finalmente l’aeroporto di CDG ha deciso di riorganizzare la nomenclatura dei terminal, era davvero un caos, peccato che accadrà solo nel 2027.

Qui è dove Air France ha la sua lounge per i passeggeri de La Première, ma ovviamente è solo per loro, quindi io e Christian, il mio amico americano con cui ho fatto questa pazzia, ci siamo messi nella fila dei passeggeri di First Class ai banchi del check-in.

Fila che era la stessa per tutti gli Emerald oneworld oltre che per i top tier dei programmi fedeltà di JAL. Prima sensazione: “meh…”.

Fatto velocemente il check-in, abbiamo preso la nostra carta di imbarco: nemmeno colorata, niente busta speciale, nulla di emozionante come fanno invece Air France, Lufthansa o Singapore Airlines.
E poi le indicazioni per la lounge. Niente scorta, niente trattamento speciale: sei un peones qualunque (anche se hai pagato 9k euro il biglietto). JAL non ha una lounge: avesse volato dal T1 i passeggeri avrebbero potuto usare quella di Qatar, ma al T2 non ci sono sale indipendenti e quindi l’ospitalità è garantita in quella di Air France alle porte L. Qui però niente di speciale: non c’è una zona dedicata, non c’è alcun trattamento particolare.
Quando è il momento di andare a bordo, nessuno ti viene a prendere, nessuno ti accompagna. La differenza con La Première, Lufthansa o Swiss è abissale.
A bordo

Una volta che metti piede a bordo inizi però a sentirti un passeggero fortunato: sei in una delle migliori cabine di First Class e in assoluto la più nuova sul mercato nel 2025; solo Allegris è altrettanto giovane. Ma poi, meh… al cubo. La porta che dovrebbe essere esclusiva per i 6 passeggeri di First Class è invece usata da chiunque e nessuno li ferma.
Cosa che in Emirates, Qatar, Etihad non potrebbe mai accadere e che in Air France sarebbe impossibile, dato che viene proprio chiusa. Una processione dove ti senti ancora di più un pesce nell’acquario e non puoi nemmeno chiudere la tua porta, mentre altrove ti puoi isolare dal primo secondo che metti piede a bordo.

Ci sono solo 6 posti di First Class a bordo di questo A350-1000. La configurazione è 1-1-1 e, come nel caso della Gamechanger di Emirates, le due poltrone centrali hanno gli accessi sfalsati. La fila 1 dal lato sinistro e la fila 2 dal lato destro. Può sembrare un dettaglio, ma se viaggi in coppia è un particolare da tenere in considerazione. Io ero al 2A e Chris all’1A.
La mia suite

Hai presente “The Suite” di All Nippon Airways? Se non l’hai mai vista puoi leggerti la mia recensione, ma qui è evidente che JAL ha preso ispirazione e poi l’ha pompata al massimo: se hai la possibilità di copiare, devi farlo e farlo bene.

Lo spazio è davvero tanto e la poltrona è matrimoniale: sembra una versione ristretta di quella che trovano i passeggeri di The Residence.

La prima cosa che ti colpisce è la televisione, praticamente grande come la parete che divide le due sedute.
A livello strutturale la poltrona di prima fila ha un oblò in più ed è quindi leggermente più spaziosa.

Il divano, perché non puoi semplicemente definire questa seduta una poltrona come tutte le altre, è davvero comodo: puoi tranquillamente stare seduti in due senza darsi fastidio.
Tanto spazio non è solo per le persone, ma anche per le cose. Anzitutto non ci sono cappelliere in tutta la sezione di First Class, ma lo spazio dove tenere i propri effetti personali non manca. Sotto la panca frontale, aperto il portellone, c’è spazio per un trolley (il mio inseparabile Level8 non mi abbandona mai) e uno zaino. Poi abbiamo un cassetto profondo in grado di ospitare un computer e tanta altra roba, un piccolo scompartimento dove si trova una bottiglietta d’acqua e un pozzetto.

Oltre a questo, a scomparsa nella struttura della parete, ogni passeggero ha un armadio personale con specchio.
La tecnologia a bordo è al massimo. Lo schermo 42” è mastodontico; ovviamente non è touch, anche perché sarebbe davvero scomodo usarlo con il dito. Tutto si comanda con un tablet: non è la soluzione che preferisco, ma è uno standard nelle cabine moderne.

La cosa che mi ha fatto piacere è la scelta dei cari, inarrivabili interruttori fisici per la gestione del sedile. Ovvio, poi ci sono anche quelli touch, ma che bello avere ancora delle levette e non una Tesla dove impazzisci a capire come aprire il tappo della benzina.
Impossibile rimanere a secco di energia: ci sono 3 prese di corrente, tre prese USB doppie A e C, oltre alla possibilità di ricarica wireless per il cellulare (che io trovo scomoda in aereo).

Non era però tutto impeccabile come sarebbe logico pretendere da un prodotto del genere. Il tavolino, un supporto che sembra in marmo, era spezzato e tenuto in piedi con lo scotch. Non è un danno da INOP, ma è qualcosa che non credo potrebbe accadere in La Première.
Una volta seduto e chiusa la porta (dopo il decollo) ti senti in un tuo monolocale: la cosa più simile che mi viene in mente è la suite “segreta” di Emirates, ma lì sei proprio isolato da cielo a terra, qui no.

La novità a bordo degli A350 di JAL è tecnologica: nel poggiatesta sono inserite le casse dell’IFE così da non dover usare le cuffie. Ma questo è stato un fail clamoroso e una delle peggiori scelte tecnologiche che abbia mai trovato a bordo di un aereo.
Il tavolo è abbastanza grande per pranzare in due senza grossi disagi e ti permette di alzarti anche quando è tutto apparecchiato, cosa non scontata nemmeno in prima classe.
A trasformare la poltrona in letto ci pensa l’equipaggio. Lo spazio non manca e non ti sembra di dormire su una poltrona.
I 6 passeggeri hanno due bagni a disposizione: niente doccia o spazio paragonabile a un A380, ma siamo su un aereo grande la metà. Il tocco giapponese si sente e si vede: essenziale, ma c’è tutto. La panca da usare per non sedersi sulla toilette, il divisorio da abbattere per non posare i piedi sul pavimento e, ovviamente, la tavoletta giapponese per l’igiene personale.
Servizio

A bordo ti senti veramente un passeggero di First Class: non importa che eravamo solo in 4, credo che anche a pieno carico non ci sia differenza nel trattamento.
Al posto trovi già una copertina e due cuscinetti. L’amenity kit e un trattamento viso Shiseido che ho chiesto di cambiare da uomo a donna per farmi perdonare da Marika per aver viaggiato senza di lei. Certo, il contenuto non è paragonabile a quello di Singapore, Emirates o Etihad e non è nemmeno ricercato come quello di Air France: diciamo che è paragonabile a quello di Qatar.

Il personale è super cortese, ma non invadente. Paziente e con un inglese sufficiente per non impazzire nelle piccole discussioni di bordo.

Al posto, in un’elegante custodia di pelle, ci sono menù e carta dei vini, il voucher per il Wi-Fi gratuito, i moduli da compilare all’arrivo (ma si possono fare in digitale e lo consiglio).

Quando arriva il momento di dormire vengono proposte due tipologie di materassino (o topper), uno rigido e uno morbido: io ho scelto il primo. Dormito come un ghiro.

In assoluto la cabina di First e il servizio valgono il prezzo del biglietto.
IFE

Lo schermo è di 42”, ma dato che sei così vicino ti sembra grande il doppio.
IFE tutto in italiano, cosa importante perchè poi, schermo a parte, è uguale per tutti i passeggeri.

Il tablet è facile da usare e il sistema è fruibile in italiano. In questo caso la differenza con l’economy è solo la dimensione: contenuti e interfaccia sono identici.

Ci sono le due classiche telecamere degli A350 e sono, come sempre, la mia scelta di accompagnamento, soprattutto in un volo quasi tutto diurno: si parte alle 5 da Parigi e si arriva all’1 di pomeriggio a Tokyo. I contenuti sono tanti, anche in italiano: film, serie TV, musica e canali live (solo 2: Emirates ne ha 6, Delta 14, meglio però di ITA o Lufthansa che non ne hanno).
Le cuffie sono B&O, ma puoi evitarle o accoppiare le tue via Bluetooth. Le cuffie integrate nella poltrona sono, per citare Fantozzi: “una cagata pazzesca”:
- Non isolano dal rumore.
- C’è almeno 1 secondo di lag audio-video.
- Se sei alto oltre 190 cm, sono inutilizzabili.

Internet è il classico sistema Panasonic: ok nel 2010, oggi con Starlink tutto il resto è invecchiato male. Ai passeggeri di First è omaggiato per tutto il volo. Segnale costante, solo un leggero rallentamento in zona Corea.
Food & Beverage
Arriviamo al punto: la proposta gastronomica NON era da First Class.
Certo puoi bere lo champagne più caro mai portato a bordo: Salon 2015 (minimo 1.200€ a bottiglia). Ma c’è una sola bottiglia per volo, non importa se siete in sei.

Il resto è un downgrade netto.
Puoi scegliere tra menù giapponese o occidentale, ma non c’è scelta delle portate. Zero. Con mio stupore non era presente il caviale in nessuna delle due opzioni.

Presentazione impeccabile, piatti eleganti, ma quantità e varietà non all’altezza.
Il wagyu del piatto principale era delizioso, ma il dessert sembrava quello di una trattoria ligure: torta finita, resta solo la gelatina all’arancia.
Ho quindi chiesto all’assistente come mai non fosse previsto il servizio del caviale e, con somma sopresa, mi ha detto certo che lo abbiamo: la presentazione più triste mai avuta su un aereo, anche peggio di Lufthansa.

Durante il volo ho provato anche la colazione occidentale: da 5 stelle a pensione anni ’90.
Per fortuna mi sono rifatto con sushi di wagyu e gelato.
Il souvenir del volo. A bordo i passeggeri possono comprare una bottiglia di Hibiki 100° anniversario ad un prezzo davvero incredibile rispetto a quello che si trova in giro per il Giappone (ammesso di trovarlo) e di un 1/4 rispetto a quello che costa in occidente, un piccolo ricordo e un regalo speciale per una occasione speciale.
Atterrati ad HND, nessuna assistenza: niente corsie dedicate, nessun ritiro bagagli prioritario. Sei uno come gli altri.
In conclusione

La poltrona è importante, ma senza il servizio è come la pubblicità Pirelli: la potenza senza controllo è niente. Non pagherei mai 9.000€ a tratta per un prodotto dove il servizio non è all’altezza. L’offerta gastronomica è da business class, la gestione del top champagne è discutibile e il trattamento a terra inesistente.
Viaggi in First Class, ma il servizio non lo è. E allora scelgo altre compagnie.

Pro
- La poltrona
- L'unica bottiglia di Salon
Contro
- Il servizio
- Offerta gastronomica
- La cura dei dettagli
- Zero assistenza
Oneworld
HND













































































































