Finalmente a Genova c’è un Hilton, recensione Grand Hotel Savoia
Da ligure posso dire di aver aspettato anche troppo per recensire il primo Hilton della mia Regione; certo, ci sarebbero […]

Da ligure posso dire di aver aspettato anche troppo per recensire il primo Hilton della mia Regione; certo, ci sarebbero gli SLH, ma siccome non sono veri Hilton e, a voler essere pignoli, nemmeno gli hotel della Curio Collection nascono per essere degli Hilton… però, piuttosto che niente, è meglio piuttosto.
In questo articolo:

Il Grand Hotel Savoia non è una nuova struttura e infatti fa parte dell’insegna Curio, che racchiude strutture indipendenti che si affiliano alla famiglia Hilton per sfruttare marketing e clientela fedele. Non ha fatto lavori di ammodernamento: da un giorno all’altro è entrato nella grande famiglia della catena americana ed ecco che ho deciso di recensirlo.
Location

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Ci troviamo davanti alla stazione ferroviaria di Piazza Principe, a 500 mt da Ponte dei Mille, ovvero dal terminal Crociere di Genova e da dove partono le ammiraglie di MSC e Costa, a meno di 1 km dal terminal traghetti e dall’Acquario di Genova.
Tradotto: questa struttura è perfetta per ogni tipologia di turista che visita Genova per la prima volta e non solo. Da qui puoi muoverti a piedi, in metro (sì, c’è la metropolitana a Genova) o con ogni altro mezzo per visitare la città e le riviere.
L’hotel offre il parcheggio a 28€/giorno con valet che si occupa di prendere/portare la vettura degli ospiti.
Prenotazione

Non mi stancherò mai di ripeterlo: sempre e solo via app, perché solo così si hanno tutti i vantaggi previsti dallo status e solo così si ottengono punti e notti qualificanti per lo status.

Il costo della camera non è stato economico, ma Zena è tutto fuorché a buon prezzo e questa è comunque una struttura storica, 4 stelle, tra le migliori in città. Una notte a 155€, tassa di soggiorno inclusa.
Check-in

Appena si mette piede dentro l’hotel si capisce che non è una struttura nuova: ha un’anima e, se le pareti potessero parlare, avrebbero moltissime storie da raccontare.

Check-in normale, pochissima interazione con l’addetto che ha “preso atto” del mio status e mi ha fatto presente che c’erano le due bottiglie d’acqua ad attendermi in stanza. Non mi ha spiegato nulla dell’hotel, se non come trovare l’ascensore per arrivare in camera.
La camera

Il primo problema l’ho avuto aprendo la porta: certo, la foto non rende il vero buio, ma il punto è che non c’era alcuna luce accesa e, per attivare il tutto, dovevo trovare dove inserire la tessera e poi trovare l’interruttore. Normalmente però una luce dovrebbe accendersi e poi spegnersi se non inserisci la tessera, o almeno accendersi in automatico appena inserita la chiave. Niente.

Alla fine sono riuscito ad accendere le luci. La camera, come tutto l’hotel, è vintage: dai pavimenti classici genovesi a tutti gli arredi, si capisce che non siamo in un hotel rinnovato da poco.
Attenzione: non vuol dire che sia vecchio, solo che sei in una struttura che ha un’anima, non un prefabbricato Ikea stile Moxy.
La stanza è grande, il bagno altrettanto e avevo anche un terrazzino con una vista di Genova che non avevo mai avuto prima.
In stanza tutto quello che ti aspetti e anche qualcosa che, quando c’è, ti sorprende: il minibar pieno e degli snack, oltre alla macchina del caffè.

Letto king, senza topper e purtroppo con un gravissimo difetto: non era un materasso king ma due singoli avvicinati e l’assenza del materassino supplementare, secondo me, è una grave mancanza in una struttura 4 stelle.
In bagno prodotti Culti e un ambiente che fa capire come l’hotel non sia stato costruito in economia e nemmeno negli anni ’80 del secolo scorso e che forse avrebbe bisogno di una rinfrescata.

Ho apprezzato molto il piccolo regalo che ho trovato in stanza, qui si vede che Hilton ha dato le giuste indicazioni alla proprietà.
L’hotel

Al piano terra c’è una buvette con specchi e soffitti altissimi, perfetta per gustarsi un pianista che allieta le serate e probabilmente era così negli anni d’oro di questa struttura.
Gli arredi, gli elementi e i dettagli raccontano la storia di questo hotel, come le armature dei samurai al piano ammezzato.
C’è una piccola palestrina tutta Technogym.

C’è anche una SPA che non ho avuto modo di visitare e una terrazza panoramica all’ultimo piano della struttura.
La colazione
Al piano terra c’è anche il ristorante dell’hotel, anche qui l’ambiente è elegante: i pavimenti genovesi sono una costante in tutti gli ambienti.
La sala si affaccia sulla strada e non è una brutta cosa. La proposta è nella media, un filino troppo standard per un 4 stelle.

Certo, questo è probabilmente l’unico Hilton al mondo dove si può trovare la focaccia genovese da pucciare nel cappuccino, ma devo dire che mi sarei aspettato qualcosa di meglio.

Ho preso un’omelette, ma per citare chef Barbieri era più una frittata che un’omelette.
In conclusione
Finalmente un Hilton a Genova, ma forse una struttura nuova sarebbe stata meglio.

Certo, i Curio sono hotel con un’anima e questo Grand Hotel Savoia ce l’ha, ma servirebbe anche un passo in più per accogliere i tanti turisti che, finalmente, cercando su app Hilton scopriranno Genova grazie a questo hotel.

Pro
- Location
Contro
- Il letto con i due materassi
- Bagno da svecchiare



































