Caos Medio Oriente: Emirates alza bandiera bianca, fino al 7 marzo non ci sarà ripresa. Anche le altre restano a terra
Aggiornamento 5 marzo ore 13. Emirates ha tolto ogni riferimento temporale alla possibile riapertura, adesso è Fino a nuovo avviso. […]

Aggiornamento 5 marzo ore 13. Emirates ha tolto ogni riferimento temporale alla possibile riapertura, adesso è Fino a nuovo avviso.
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Per la prima volta dall’inizio di questa crisi, Emirates smette di ragionare “di giorno in giorno” e mette nero su bianco una scadenza precisa: stop ai voli di linea da e per Dubai fino alle 23:59 del 7 marzo (ora UAE).
È questo, oggi, il vero cambio di passo. Non tanto perché il traffico stia tornando normale — anzi — ma perché la compagnia simbolo del Golfo ha scelto una comunicazione più netta, segno che la situazione resta seria e che nessuno si aspetta una normalizzazione immediata.

Intanto, però, qualcosa si muove. Mercoledì 4 marzo 2026 sono partiti alcuni voli di rimpatrio dalla regione, compresi collegamenti verso l’Italia con arrivi anche a Milano Malpensa da Abu Dhabi. Per chi è bloccato da giorni è una notizia concreta, importante, ma che non va letta come “fine dell’emergenza”. Il quadro operativo resta frammentato: si vola a singhiozzo, con autorizzazioni caso per caso, e con priorità ai passeggeri già prenotati e da riproteggere.
Emirates operazioni sospese sino al 7 marzo
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Emirates, appunto, è il caso più emblematico. Fino a ieri la compagnia aveva aggiornato gli avvisi quasi a scadenza quotidiana, lasciando aperto uno spiraglio alla ripartenza nel giro di poche ore. Oggi invece il messaggio cambia tono: lo stop viene esteso e calendarizzato fino al 7 marzo, mentre restano attivi solo voli limitati di rimpatrio e cargo. Tradotto in linguaggio passeggero: vedere un aereo Emirates in movimento non significa che il tuo itinerario sia salvo. E soprattutto non significa che abbia senso presentarsi in aeroporto senza una conferma formale. La compagnia continua infatti a ripetere la stessa raccomandazione: andare in aeroporto solo se si è stati contattati direttamente o se si ha una prenotazione confermata.

Sul fronte dei diritti, Emirates ha comunque chiarito il perimetro per chi è stato colpito dalle cancellazioni: da una parte la riprotezione su un volo alternativo entro una finestra temporale definita, dall’altra la possibilità di chiedere rimborso (con gestione diversa a seconda che il biglietto sia stato acquistato direttamente o tramite agenzia). Ed è proprio qui che, nelle prossime ore, si giocherà la partita di molti viaggiatori italiani: accettare una nuova partenza proposta dal vettore oppure chiudere subito con il rimborso e ripianificare il viaggio su altre rotte o in altre date.
Etihad opera voli solo di emergenza
A Abu Dhabi, la situazione di Etihad conferma che il sistema resta in modalità emergenziale. La compagnia continua a parlare di operazioni pesantemente impattate dalla chiusura degli spazi aerei regionali e di voli di linea sospesi, mentre possono partire soltanto alcuni collegamenti selezionati — tra repositioning, cargo e repatriation flights — e solo dopo approvazioni operative e di sicurezza. È lo scenario che spiega perché oggi si siano visti decolli utili per riportare a casa passeggeri, senza però che questo equivalga a una vera ripresa del network. Anche qui la parola d’ordine è una sola: nessun trasferimento in aeroporto senza chiamata o notifica della compagnia.
Qatar resta ferma al 100%

Se Emirates e Etihad mostrano una timida ripartenza tecnica su alcune missioni specifiche, Qatar Airways resta invece sulla linea più rigida. Da Doha il messaggio è che le operazioni di linea sono ancora sospese e che la ripresa dipenderà esclusivamente dalla riapertura sicura dello spazio aereo qatariota da parte delle autorità. In parallelo, la compagnia ha pubblicato una politica di assistenza piuttosto chiara per i passeggeri con viaggi in queste date: cambio senza penali entro una finestra limitata oppure rimborso del valore non utilizzato del biglietto, con il consueto caveat per chi ha acquistato tramite agenzie o portali terzi, che devono gestire direttamente la pratica. In altre parole, Qatar al momento non promette quando si riparte, ma almeno dà un perimetro più leggibile a chi deve decidere cosa fare con la prenotazione.
Oman Air troppo piccola per fare la differenza
Più sfumata, infine, la posizione di Oman Air. Muscat, anche in queste ore, resta l’aeroporto che appare più vicino a una parziale continuità operativa rispetto agli altri grandi hub della regione, ma la compagnia ha comunque annunciato una serie di cancellazioni mirate su più giorni, con un elenco di rotte interessate e la precisazione che il resto del network continua a operare con possibili ritardi. È il quadro di una semi-operatività che può aiutare alcuni passeggeri, ma che non va confusa con stabilità: basta poco, in questa fase, perché una rotta venga cancellata o riprogrammata all’ultimo.
In conclusione
Il punto, quindi, è duplice. Da un lato, i voli di rimpatrio di oggi dimostrano che le compagnie stanno provando a sbloccare la situazione e a dare priorità ai passeggeri rimasti fermi. Dall’altro, la scelta di Emirates di fissare uno stop certo fino al 7 marzo racconta meglio di qualsiasi dichiarazione quanto la crisi sia ancora aperta. Per chi vola nei prossimi giorni con una delle compagnie del Golfo, il consiglio resta brutale ma realistico: non fidarsi del “si vede un volo in partenza”, controllare stato volo e notifiche, tenere pronti i documenti della prenotazione e decidere rapidamente se puntare sulla riprotezione o sul rimborso. In questa fase, più che la destinazione, conta la flessibilità.



