Entrare in UK costerà sempre di più: dal 8 aprile l’ETA sale ancora, secondo aumento per il “permesso” di viaggio
Viaggiare nel Regno Unito costerà ancora un po’ di più. Il governo britannico ha confermato che dal 8 aprile 2026 […]

Viaggiare nel Regno Unito costerà ancora un po’ di più. Il governo britannico ha confermato che dal 8 aprile 2026 il prezzo dell’ETA, l’Electronic Travel Authorisation, salirà da 16 a 20 sterline.
In questo articolo:
Non parliamo di un visto vero e proprio, ma di quella autorizzazione elettronica ormai necessaria per moltissimi viaggiatori, compresi gli italiani, prima di imbarcarsi verso Londra o qualunque altra destinazione del Regno Unito.
Cos’è l’ETA per il Regno Unito

L’ETA è il lasciapassare digitale richiesto ai cittadini di molti Paesi che non hanno bisogno di un visto tradizionale per entrare nel Regno Unito per turismo, visite a parenti o amici, business trip e altri soggiorni brevi fino a 6 mesi. Il governo UK ricorda anche che l’ETA non garantisce automaticamente l’ingresso: resta infatti un’autorizzazione preventiva al viaggio, non un diritto assoluto a superare i controlli di frontiera.
Dal 8 aprile 2026 il costo passa da 16 a 20 sterline
La novità è tutta qui, ed è molto concreta: oggi l’ETA costa 16 sterline, ma dal 8 aprile 2026 ne costerà 20. L’aumento è riportato sia nella pagina ufficiale dedicata all’ETA sia nella tabella aggiornata delle fee dell’Home Office, pubblicata per l’entrata in vigore delle nuove tariffe. Tradotto: chi ha in programma un viaggio a Londra, a Manchester, in Scozia o in Irlanda del Nord nei prossimi mesi farebbe bene a ricordarsi che anche il semplice “permesso di ingresso” diventerà più caro.
Ed è proprio questo il punto che farà storcere il naso a molti viaggiatori: non è il primo rincaro. Quando l’ETA è stata introdotta, la tariffa iniziale era fissata a 10 sterline. In seguito il prezzo è salito a 16 sterline, e adesso arriverà a 20 sterline. In poco più di due anni, il costo è quindi raddoppiato rispetto alla cifra di partenza.

Per chi vola una o due volte all’anno magari non cambierà la vita, ma il segnale è chiaro: entrare in UK è sempre più un processo a pagamento, anche per chi fino a pochi anni fa viaggiava semplicemente con il passaporto e senza altri passaggi burocratici.
Anche bambini e neonati devono averla
C’è poi un dettaglio che molti sottovalutano: l’ETA serve per ogni singolo passeggero, compresi neonati e bambini. Questo significa che per una famiglia il rincaro pesa ancora di più, perché il costo non è per prenotazione o per nucleo familiare, ma per persona.
Perché Londra continua ad aumentare il prezzo

La spiegazione ufficiale è quella già sentita molte volte: il Regno Unito inquadra l’ETA come uno strumento di sicurezza di frontiera e digitalizzazione dei controlli, sulla scia di modelli simili già adottati da altri Paesi. L’Home Office sostiene che il sistema serva a impedire l’arrivo di persone considerate a rischio e a rendere più moderno il processo di ingresso nel Paese. A febbraio 2026 il governo britannico ha anche dichiarato che il programma aveva già generato oltre 383 milioni di sterline di ricavi da reinvestire nel sistema di frontiera e immigrazione.
Ed è proprio qui che molti viaggiatori vedranno il lato meno romantico della faccenda: più che una semplice formalità, l’ETA si conferma sempre di più come una mini tassa d’ingresso.
Cosa cambia per gli italiani che vogliono andare a Londra
Per gli italiani la sostanza non cambia: l’ETA resta obbligatoria per andare nel Regno Unito quando non è richiesto un visto classico, e continuerà a essere valida per viaggi multipli, con soggiorni fino a 6 mesi per volta, per un periodo massimo di due anni oppure fino alla scadenza del passaporto, a seconda di quale evento arrivi prima. Cambia però il prezzo, e cambia ancora una volta verso l’alto.
Per chi frequenta spesso il Regno Unito, magari per lavoro, weekend a Londra o coincidenze con partenza da aeroporti britannici, è l’ennesimo piccolo balzello da mettere in conto. Non una cifra enorme, certo, ma abbastanza per confermare una tendenza: andare in UK è sempre meno semplice, e sempre meno economico, anche prima di salire a bordo.





