Guerra in Medio Oriente e assicurazione viaggio: cosa succede se sei rimasto bloccato?
Il 28 febbraio 2026 è una di quelle date che difficilmente dimenticheremo. All’alba, USA e Israele hanno lanciato l’operazione “Roaring […]

Il 28 febbraio 2026 è una di quelle date che difficilmente dimenticheremo. All’alba, USA e Israele hanno lanciato l’operazione “Roaring Lion” contro l’Iran con oltre 30 attacchi coordinati via aria e via mare. Esplosioni a Teheran, la morte della guida suprema Khamenei e, quasi in risposta immediata, una pioggia di missili iraniani sulle basi americane nel Golfo e su Dubai. Nel giro di poche ore il Medio Oriente si è trasformato in una zona di guerra attiva e il traffico aereo mondiale ha vissuto la paralisi più grave dai tempi del Covid.
In questo articolo:
Migliaia di italiani si sono trovati bloccati dall’altra parte del mondo. Chi era in vacanza agli Emirati, chi era in transito a Dubai in attesa di un volo di coincidenza, chi stava rientrando da un viaggio in Asia con Emirates o Etihad e si è visto cancellare il volo mentre era già in partenza. Tutti con una domanda in testa: la mia assicurazione di viaggio mi copre?

Per capirlo in concreto, prendiamo come riferimento le condizioni di Heymondo, una delle assicurazioni di viaggio più usate dai viaggiatori italiani e una delle polizze che consigliamo abitualmente su TheFlightClub proprio per il buon rapporto tra coperture e prezzo.
Aggiornamento 5 marzo 2026 – Dopo la pubblicazione di questo articolo siamo stati contattati da Heymondo, che ci ha comunicato una novità importante. A partire dal 4 marzo 2026, la compagnia ha esteso automaticamente e gratuitamente di 5 giorni la copertura medica per tutti i clienti già in viaggio che sono stati colpiti dalla situazione in Medio Oriente. Una misura concreta e spontanea, che non era dovuta contrattualmente ma che dimostra come in situazioni di emergenza straordinaria la compagnia abbia scelto di andare oltre le condizioni standard per supportare i propri assicurati.
Una premessa importante
Prima di entrare nel dettaglio, vale la pena dirlo chiaramente: nessuna polizza viaggio al mondo copre la guerra come se fosse una normale emergenza sanitaria. Le esclusioni per conflitti armati, eventi bellici e terrorismo sono uno standard dell’intero settore assicurativo, non una scelta specifica di Heymondo.
Chi si aspetta una copertura totale in uno scenario di guerra attiva parte da un presupposto sbagliato. Detto questo, avere una buona assicurazione in queste situazioni fa comunque una differenza concreta, e i motivi li vediamo subito.
La clausola zona di guerra: la polizza non ti abbandona
Le condizioni generali di Heymondo contengono una clausola specifica per chi si trova già in viaggio quando scoppia un conflitto come questa guerra in Medio Oriente, e il suo funzionamento è più tutelante di quanto ci si potrebbe aspettare. La polizza non decade immediatamente: l’assicurato rimane coperto anche in zona di guerra, seppur con massimali adattati al contesto. Le spese mediche arrivano fino a 20.000 euro, l’assistenza fino a 5.000 euro. Non sono i massimali ordinari, ma in un’emergenza sanitaria all’estero sono una rete di sicurezza reale.

L’unica condizione da rispettare è quella di contattare subito la compagnia e di adoperarsi per lasciare il paese entro 10 giorni dalla dichiarazione di zona di conflitto. Una volta avvisato Heymondo, la centrale operativa è attiva 24 ore su 24 e può orientarti su cosa fare, organizzare assistenza medica se necessaria e guidarti verso il rientro. Chi ha una polizza attiva e chiama subito si trova in una posizione molto più gestibile rispetto a chi non ha nulla.
Chi era già in viaggio
Per chi era in viaggio da prima del 28 febbraio e si è trovato bloccato con i voli cancellati, la polizza offre diversi strumenti. In caso di malattia o infortunio durante i giorni di blocco, Heymondo interviene con la copertura medica ridotta e, se necessario, con l’organizzazione del rientro sanitario.
Le condizioni generali prevedono sulla carta una voce chiamata “Anticipo denaro per spese di prima necessità”, con massimali fino a 2.500 euro nel piano Premium. Heymondo ci ha però precisato che l’esclusione generale per eventi bellici si applica anche a questa copertura specifica, quindi in uno scenario di guerra attiva questa voce non è operativa.

Sul fronte dei voli, i piani Top e Premium prevedono indennità per i ritardi superiori alle 8 ore e un rimborso specifico per chi ha rinunciato al volo a causa di un ritardo superiore alle 16 ore. Non sono rimborsi che coprono tutti i costi, ma sono un contributo concreto a un disagio oggettivo.
Il caso di chi era lontano dalla guerra ma ugualmente bloccato
C’è una situazione che ha colpito moltissimi italiani e che vale la pena analizzare a parte. Chi si trova in Thailandia, Indonesia o in qualsiasi altra destinazione asiatica con un biglietto di rientro su Emirates, Etihad o Qatar Airways si è trovato bloccato non perché fosse in pericolo, ma perché la rotta di rientro passava attraverso lo spazio aereo del Golfo Persico interessato a questa guerra in Medio Oriente, temporaneamente chiuso al traffico civile.
In questo caso è importante capire chi deve fare cosa. La cancellazione del volo da parte della compagnia aerea è responsabilità del vettore: il Regolamento europeo sui diritti dei passeggeri garantisce in questi casi il rimborso completo del biglietto oppure l’imbarco su un volo alternativo, senza costi aggiuntivi a carico del passeggero. È Emirates o Etihad a dover risolvere il problema, non la polizza assicurativa.

Fiumicino 2 marzo 2026 aerei Qatar fermi per la guerra in Medio Oriente
Dove l’assicurazione entra in gioco è invece sul fronte delle spese accessorie: un’emergenza medica sopraggiunta durante l’attesa, l’assistenza della centrale operativa per orientarsi in una situazione caotica, l’anticipo di liquidità in caso di necessità. Chi aveva una polizza attiva ha potuto contare su questi supporti mentre aspettava di rientrare.
L’albergo extra non viene rimborsato, ma non per questo l’assicurazione non serve
Essere bloccati a Bangkok per via della guerra in Medio Oriente per tre o quattro giorni in più in attesa di un volo alternativo porta inevitabilmente a spese di soggiorno non programmate.

Va detto onestamente che questo tipo di costo, legato alla chiusura dello spazio aereo per cause belliche, non rientra nelle coperture standard di Heymondo né di nessun’altra polizza tradizionale. Il rimborso per il prolungamento del soggiorno è previsto solo in caso di malattia o infortunio, non per blocchi aerei legati a conflitti. Nel caso specifico di questo evento per chi si trova bloccato in UAE le spese di albergo e pasti sono al momento coperte dal governo degli Emirati Arabi.
Ma questo non significa che l’assicurazione non abbia fatto il suo lavoro. Chi ha Heymondo attiva ha accesso a un numero di emergenza funzionante in piena crisi, a un supporto medico telefonico, alla possibilità di aprire un sinistro documentato e alla tutela in caso di qualsiasi problema di salute sopraggiunto durante l’attesa. In scenari come questo la differenza tra avere e non avere una polizza si misura soprattutto nella tranquillità di sapere che c’è qualcuno dall’altra parte del telefono.
La lezione da portare a casa
Un conflitto come quello appena esplos ricorda a tutti che viaggiare senza assicurazione, anche verso destinazioni che sembrano sicure, come spesso sono percepiti posti come Dubai, Doha, Abu Dhabi oil Qatar è una scommessa che non vale la pena fare. Le polizze non sono infallibili e non coprono tutto, ma in una situazione di emergenza vera sono spesso l’unica differenza tra gestire il problema e affogare nelle spese e nella burocrazia da soli.
Se stai pianificando un viaggio nei prossimi mesi, specie verso destinazioni che prevedono scali o sorvoli nell’areadell’attuale guerra in Medio Oriente, è il momento giusto per valutare una copertura adeguata. Puoi trovare le polizze Heymondo direttamente sul loro sito, con la possibilità di confrontare i piani disponibili e scegliere quello più adatto al tuo itinerario.





