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ITA Airways entra in Miles & More dal 1° aprile: non è un pesce d’aprile, anche se la tentazione di pensarlo c’è

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ITA Airways entra in Miles & More dal 1° aprile: non è un pesce d’aprile, anche se la tentazione di pensarlo c’è

Non è un pesce d’aprile. Anche se la data, 1° aprile 2026, è una di quelle che ti farebbero pensare […]

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ITA Airways entra in Miles & More dal 1° aprile: non è un pesce d’aprile, anche se la tentazione di pensarlo c’è
di theflyer
20 Marzo 2026
  • ITA Airways
  • Star Alliance

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Non è un pesce d’aprile. Anche se la data, 1° aprile 2026, è una di quelle che ti farebbero pensare a uno scherzo ben confezionato.

In questo articolo:

    E invece no: da quella data ITA Airways aderirà ufficialmente a Miles & More come fully integrated partner, con un’integrazione progressiva che, spiega la compagnia, si consoliderà nel corso del mese di aprile.

    Detta così, sembra una notizia lineare. E per certi versi lo è anche: ITA entra nella famiglia loyalty del gruppo Lufthansa, abbraccia un programma vero, strutturato, internazionale, rodato, con oltre 39 milioni di iscritti, 170 partnership e un ecosistema che, piaccia o no, ha una logica industriale molto più solida di quella vista fin qui.

    Ma se c’è una cosa che viene spontaneo pensare leggendo la data dell’annuncio è questa: non sarà un pesce d’aprile, però forse lo scherzo era quello che abbiamo visto fino a oggi.

    Il sipario cala, finalmente, su una delle parentesi loyalty più surreali degli ultimi anni

    Perché bisogna dirlo chiaramente: Volare è stato un programma fedeltà unico al mondo, e non in senso positivo. Un programma nato e vissuto senza una vera award chart, con meccaniche spesso opache, con una comunicazione intermittente, con soci lasciati per mesi a interpretare segnali, indizi, rinvii e silenzi.

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    Uno schema che ha raggiunto il suo apice con gli status rinnovati d’ufficio sine die, scelta che più che un premio alla fedeltà sembrava una misura utile a mantenere in vita, o almeno a rendere più presentabile, il valore del programma nel mezzo della trattativa industriale.

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    Poi sono arrivate anche le tessere “per sempre”, distribuite come se nulla fosse, pur essendo di fatto una creatura inventata lungo la strada, non prevista nemmeno dal regolamento originario. Un altro tassello di una gestione che definire improvvisata sarebbe forse ingeneroso verso l’improvvisazione, che almeno a volte produce risultati brillanti.

    E nel frattempo, mentre il quadro attorno cambiava, mentre Lufthansa saliva a bordo, mentre il destino del programma appariva sempre più scritto, fino all’ultimo giorno utile i passeggeri venivano ancora invitati a iscriversi. Come se nulla stesse succedendo. Come se il programma avesse ancora davanti un futuro chiaro e autonomo. Come se non ci fosse un elefante in salotto.

    Adesso lo scherzo finisce, e almeno si entra in un programma che sa fare il suo mestiere

    Ora però il sipario cala. E, paradossalmente, questa è forse la notizia migliore.

    Dal 1° aprile, ITA entra in Miles & More, che non sarà il miglior programma fedeltà del pianeta, non sarà il più generoso, non sarà nemmeno quello che fa battere il cuore ai frequent flyer più smaliziati. Però è un programma che il lavoro lo sa fare. O, forse sarebbe meglio dire, lo può fare, perché alle sue spalle ha una struttura, una macchina, una visione, un’organizzazione che il piccolo mondo Volare semplicemente non ha mai avuto.

    Ed è proprio qui che il sarcasmo lascia spazio a una nota più amara. Perché è innegabile che, in questi anni, il piccolo team che ha retto Volare abbia provato a portare avanti una battaglia quasi impossibile, stretta fra ambizioni dichiarate e miopia aziendale. Una lotta contro i mulini a vento, combattuta senza gli strumenti, il peso politico e probabilmente nemmeno il supporto interno necessario per costruire qualcosa di davvero competitivo.

    Il risultato è sotto gli occhi di tutti: non ne è uscito nulla di buono. Anzi, adesso si apre anche un altro tema, meno visibile ma per niente secondario.

    Volare era una SPA separata: e adesso che cosa resta?

    Perché Volare non era soltanto un marchio o un sito internet: era anche una società separata. E se dal 1° aprile la loyalty di ITA verrà assorbita di fatto nell’universo Miles & More, la domanda è inevitabile: che cosa succederà a quella scatola societaria? E soprattutto, che cosa succederà alle persone che ci lavorano?

    Il rischio, neppure troppo teorico, è che chi ha tirato la carretta fino a oggi venga poi liquidato come un danno collaterale dell’integrazione ITA/Lufthansa. Sarebbe una beffa nella beffa: dopo aver tenuto in piedi un programma che la compagnia non ha mai davvero saputo, o voluto, valorizzare, ritrovarsi dimenticati nel momento in cui il programma stesso diventa una scatola vuota.

    Non sappiamo cosa accadrà, e sarebbe scorretto spacciare per certezza quello che oggi è uno scenario possibile. Però il dubbio c’è, ed è difficile non averlo.

    C’è anche un altro dettaglio che fa riflettere

    Poi c’è un altro aspetto che, a pensarci bene, fa anche sorridere. Dal 1° aprile ITA entra in Miles & More, e quindi il suo rapporto con i clienti più fedeli si sposta sempre più dentro la piattaforma Lufthansa. Bene per chi vola, bene per chi cerca stabilità, bene per chi vuole finalmente regole comprensibili.

    Ma c’è un “però”. Perché se anche solo per assurdo, un domani, Lufthansa non dovesse completare la scalata azionaria o decidesse di cambiare strategia, ITA si troverebbe in una situazione paradossale: senza nemmeno un vero database clienti proprietario da usare come leva loyalty autonoma.

    E qui la storia torna a mordere, perché non sarebbe neppure una novità assoluta. È già successo in passato, ai tempi della parentesi Etihad, quando MilleMiglia finì dentro il perimetro della compagnia emiratina e Alitalia si ritrovò sedotta, abbandonata e costretta a fare i conti con un asset cruciale che non controllava più davvero.

    Insomma, la storia non si ripete mai uguale, ma certe rime si sentono da lontano.

    Che cosa significa davvero “fully integrated partner”

    Nel comunicato, ITA spiega che l’ingresso in Miles & More rappresenta “una tappa fondamentale nel percorso di integrazione” con Lufthansa e promette ai passeggeri portata globale, riconoscibilità, uniformità e una esperienza unificata con le altre compagnie del gruppo.

    Tradotto dal linguaggio da comunicato stampa, fully integrated partner dovrebbe voler dire una cosa molto concreta per i passeggeri: non soltanto accumulare e usare miglia dentro l’universo Miles & More, ma (prima o poi) anche beneficiare di un’integrazione più piena nel mondo Star Alliance.

    E questo, potenzialmente, apriebbe un fronte interessante: gli utenti dovrebbero poter accreditare i voli ITA non più solo su Miles & More o MileagePlus, ma con maggiore normalità anche verso gli altri programmi partner Star Alliance, costruendo così strategie di accumulo e status più ampie, più intelligenti e soprattutto più in linea con ciò che succede normalmente nelle grandi alleanze.

    La verità? Forse bisogna solo prendere atto che la fase dell’eccezione italiana è finita

    Nel comunicato, Joerg Eberhart parla di “uno dei programmi più completi e gratificanti d’Europa”, di maggiore flessibilità e di vantaggi concreti per i passeggeri. Sono parole da amministratore delegato, e fanno il loro mestiere. Ma, per una volta, dietro la retorica c’è anche un fondo di realtà.

    Perché l’ingresso in Miles & More segna davvero la fine di una fase: quella dell’eccezione italiana, del programma loyalty costruito in casa ma mai davvero compiuto, del laboratorio permanente, della transizione infinita, del “vediamo”, “poi”, “presto”, “nelle prossime settimane”.

    Dal 1° aprile cambia musica. E forse è meglio così.

    Non perché Miles & More sia perfetto. Non perché Lufthansa faccia tutto bene. Non perché i frequent flyer italiani debbano improvvisamente innamorarsi del modello tedesco. Ma perché almeno si entra in un contesto in cui le regole esistono, i processi pure, e la loyalty non viene trattata come un accessorio da piegare alle esigenze del momento.

    Non è un pesce d’aprile. È solo la fine dello scherzo

    Alla fine, quindi, la frase migliore resta la più semplice: non è un pesce d’aprile. Anche se la data sembra scelta da un copywriter con il senso dell’umorismo nero. Anche se viene da sorridere pensando che l’annuncio più serio sulla loyalty di ITA arrivi proprio nel giorno che per definizione è quello degli scherzi.

    Anche se, guardando indietro, il sospetto viene naturale: forse lo scherzo vero non è questo annuncio, ma tutto quello che lo ha preceduto. Adesso però lo scherzo finisce. Dal 1° aprile ITA Airways entra in Miles & More. E dopo anni di improvvisazione, promesse, silenzi, proroghe, invenzioni e gestione creativa della fedeltà, la notizia più rassicurante è forse una sola: almeno da qui in avanti, qualcuno il mestiere lo sa fare davvero.

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