ATTENZIONE!!! Il 30 marzo cessa anche le partnership di Volare con Accor, Esselunga e Trenitalia e (ovviamente) da ITA Airways non lo comunicano
ITA diceva 30 aprile, ma per i partner più importanti Volare finisce il 30 marzo: l’ennesima prova di una gestione poco trasparente

Chi in questi mesi ha provato a seguire la vicenda Volare senza perdere il filo sa già una cosa: con ITA Airways, quando si parla di programma fedeltà, la regola è non dare mai nulla per scontato.
In questo articolo:
E purtroppo anche questa volta i fatti confermano la sensazione che tanti iscritti hanno da tempo: comunicazione opaca, regole che cambiano nella sostanza e soci lasciati a scoprirlo da soli, cliccando pagina per pagina sul sito.

Il punto è semplice. A dicembre, con la proroga del programma, il messaggio passato era chiaro: fino al 30 marzo 2026 si sarebbero potuti usare i punti per biglietti premio, Cash&Points e servizi ancillari, mentre fino al 30 aprile 2026 sarebbero rimaste disponibili le redemption con i partner del programma.
Questa distinzione è scritta nel regolamento ufficiale Volare, che prevede espressamente che dal 31 marzo al 30 aprile 2026 i soci possano ancora usare i punti per ottenere beni e servizi offerti dai partner. Lo stesso schema è stato ribadito anche nella comunicazione divulgativa sulla scadenza del programma.
Peccato che poi, andando ad aprire davvero le singole partnership, si scopra che non tutte arrivano al 30 aprile.
E non stiamo parlando di partner marginali, ma di alcune delle opzioni più interessanti e più concrete per chi voleva svuotare il saldo Volare senza buttarlo in premi di scarso valore.

La partnership con Accor ALL, cioè una delle poche vie davvero sensate per trasformare i punti Volare in qualcosa di utile per chi viaggia, riporta chiaramente nella pagina ufficiale la dicitura “Opzione disponibile fino al 30/03/2026”.

Stesso discorso per Esselunga Fìdaty, che non solo indica “Opzione disponibile fino al 30/03/2026”, ma aggiunge anche un avviso inequivocabile: “ATTENZIONE: Conversioni tra i due programmi attive fino al 30 marzo 2026, dopo tale data non saranno più possibili”. Nei termini e condizioni della stessa pagina, la validità è indicata dal 7 ottobre 2024 fino al 30 marzo 2026.

E identica sorte tocca a CartaFRECCIA / Trenitalia, altra partnership molto più utile di tanti voucher secondari, la cui scheda ufficiale indica anch’essa “Opzione disponibile fino al 30/03/2026”.

Il problema non è solo la differenza di data. Il problema vero è un altro: se per mesi fai passare il messaggio che i partner saranno disponibili fino al 30 aprile, e poi senza una comunicazione chiara ai soci scopri che proprio i partner più appetibili chiudono il 30 marzo, quello non è un dettaglio tecnico. È un comportamento scorretto verso chi ha accumulato quei punti fidandosi del programma.
Perché qui non siamo davanti a una semplice sfumatura regolamentare. Qui siamo davanti all’ennesimo episodio che si inserisce in una gestione di Volare che, da mesi, lascia gli iscritti con la sensazione di dover rincorrere informazioni incomplete, correzioni silenziose e decisioni comunicate male o comunicate affatto. Già a febbraio era stato evidenziato come il quadro venisse presentato ai soci con la formula 30 marzo per i biglietti, 30 aprile per i partner, senza che emergessero eccezioni di questo peso sulle partnership più importanti.
Nel frattempo, il bilancio per i soci Volare resta quello che conosciamo bene: svalutazione del programma, difficoltà pratiche nell’utilizzo dei punti, transizione verso la fine di Volare gestita in modo poco lineare, e ora anche la scoperta che alcune delle vie d’uscita migliori non seguiranno la finestra promessa fino al 30 aprile. Il regolamento continua a dire che tra il 31 marzo e il 30 aprile i punti potranno essere usati con i partner del programma, ma le singole pagine partner dimostrano che questa regola non vale in modo uniforme.

E allora la domanda è inevitabile: perché non dirlo chiaramente ai soci? Perché non pubblicare un elenco ufficiale, aggiornato, con tutte le partnership e le relative date di stop? Perché costringere gli iscritti a entrare una per una nelle singole pagine per scoprire che Accor, Esselunga e CartaFRECCIA chiudono il 30 marzo, mentre altri partner minori, come ad esempio Il Sole 24 ORE, restano invece disponibili fino al 30 aprile 2026?
È questo che fa arrabbiare, più ancora della data in sé. Nessuno pretende miracoli da un programma frequent flyer arrivato ai titoli di coda. Ma il minimo sindacale sarebbe trasparenza, soprattutto quando in gioco ci sono punti accumulati dai clienti con voli, spese e fiducia nel brand. Invece anche stavolta la sensazione è quella di una compagnia che continua a gestire Volare in modo poco rispettoso verso i suoi iscritti: prima la perdita di valore dei punti, poi le difficoltà nel spenderli bene, adesso anche la scoperta tardiva che alcune delle partnership più utili spariranno un mese prima di quanto molti soci erano stati portati a credere.
La conclusione, amara, è sempre la stessa: chi ha ancora punti Volare non può fidarsi delle formule generiche, ma deve controllare ogni singola redemption. Ed è paradossale che, alla fine di un programma fedeltà, il peso della chiarezza cada ancora una volta non sulla compagnia, ma sul cliente.




