Priority boarding, vale davvero la pena pagarlo?
Hai presente quella scena al gate? Due file, una per il priority boarding e una per tutti gli altri. La fila […]

Hai presente quella scena al gate? Due file, una per il priority boarding e una per tutti gli altri. La fila priority è lunga il doppio dell’altra, e nel tempo che ci vuole a imbarcarsi tutti, il vantaggio di essere saliti per primi si è già dissolto. Se ti è capitato di guardare quella scena chiedendoti se avessi speso bene quei soldi, non sei il solo.
In questo articolo:
Il priority boarding è uno dei servizi più acquistati sui voli low cost e anche uno dei più fraintesi. Vale la pena o no dipende quasi interamente da come voli, con quanti bagagli e su quale compagnia.
Cosa ha cambiato il posto assegnato

Fino a non molti anni fa il priority boarding aveva un senso molto più chiaro. Ryanair, in particolare, non assegnava i posti: chi saliva per primo sceglieva dove sedersi. In quel contesto pagare per imbarcarsi prima era razionale, soprattutto se volevi finestra, corridoio o stare vicino a qualcuno. Oggi la maggior parte delle low cost assegna il posto, e il priority boarding ha cambiato natura. Non serve più a scegliere il sedile, serve principalmente a una cosa: portare il trolley in cabina senza rischiare di trovare le cappelliere piene.
Su Ryanair, per esempio, chi non ha il priority non può portare a bordo il secondo bagaglio a mano da 10 kg. Può solo imbarcarsi con la borsa piccola che va sotto il sedile. Il priority, che parte da circa 6 euro a tratta se aggiunto in fase di prenotazione, include il trolley in cabina e la precedenza nell’imbarco. Su EasyJet funziona in modo simile: lo Speedy Boarding è legato all’acquisto del bagaglio a mano grande o alle tariffe superiori. Wizz Air ha il suo WIZZ Priority, che include bagaglio aggiuntivo, banco check-in dedicato e precedenza all’imbarco, con prezzi variabili fino a oltre 50 euro a tratta se aggiunto in aeroporto.
Il paradosso della priorità di massa
C’è un problema strutturale nel priority boarding che le compagnie aeree hanno contribuito a creare: quando metà dell’aereo ha la priority, allora la stessa priority non è più una priorità. Su molti voli Ryanair, soprattutto nelle tratte più popolari, la fila priority è letteralmente più lunga di quella standard. Il risultato è che i passeggeri senza priority spesso salgono quasi contemporaneamente, o con pochi minuti di ritardo, rispetto a chi ha pagato per salire prima.

Questo accade perché le compagnie non limitano il numero di priority boarding venduti per volo. È un prodotto a margine quasi puro e nessuno ha interesse a contingentarlo. Dal punto di vista del passeggero, significa che il valore reale del servizio varia molto da volo a volo: su un volo semi-vuoto in bassa stagione il priority ti fa salire in cinque minuti, su un volo strapieno di agosto con ottanta priority boarding venduti ti ritrovi comunque in coda.
Quando ha senso pagare il priority boarding
Il criterio principale è il bagaglio. Se viaggi solo con una borsa piccola adatta ai voli low cost e che entra sotto il sedile, il priority boarding non ti serve quasi mai. Sali quando vuoi, il tuo bagaglio trova sempre posto, e il fatto di essere seduto cinque minuti prima non cambia niente alla tua giornata.
Se invece porti un trolley in cabina, il discorso cambia. Senza priority su Ryanair il trolley non sale in cabina, punto. Su altri vettori puoi tecnicamente tentare, ma rischi di trovare le cappelliere occupate e dover imbarcare il bagaglio in stiva all’ultimo momento, spesso gratis ma non sempre e con tutto lo stress del caso. Per chi viaggia con bagaglio a mano voluminoso, il priority è sostanzialmente un’opzione che compri per il bagaglio e ti porta in omaggio l’imbarco anticipato.
Quando non vale la pena
Se hai già selezionato un posto nelle prime file, salire prima non ti cambia molto: la cappelliera sopra di te sarà quasi certamente libera anche se sali a metà imbarco. Se invece sei nelle ultime file, il priority ti costringe a percorrere tutto l’aereo con il trolley mentre la gente si sta ancora sistemando, il che è più scomodo che utile. In quel caso, paradossalmente, aspettare e salire tra gli ultimi è più comodo: trovi il corridoio libero, arrivi diretto al tuo posto e la cappelliera nelle ultime file è quasi sempre disponibile perché ci arriva poca gente.

Un altro scenario in cui il priority perde valore è quando il volo parte dal finger, non dalla navetta. Con l’imbarco diretto dal terminal non c’è la corsa sul bus, le cappelliere si riempiono gradualmente e il vantaggio di salire tra i primi si riduce ulteriormente.
La domanda giusta da farsi
Prima di aggiungere il priority boarding alla prenotazione, la domanda non è “voglio salire prima?” ma “sto portando un trolley in cabina?”. Se sì, quasi sempre conviene, soprattutto sulle low cost dove senza priority il trolley in cabina non entra. Se no, valuta quanto stai pagando: su alcune tratte il prezzo è talmente basso da rendere il ragionamento quasi irrilevante, su altre può arrivare a cifre che non si giustificano per il solo piacere di aspettare in piedi al gate qualche minuto prima degli altri.


