Recensione Hilton Boston Park Plaza, finalmente un hotel degno di questo nome negli USA
Boston è una città che ti prende subito: storica ma super contemporanea, compatta, camminabile, con quell’energia da East Coast che […]

Boston è una città che ti prende subito: storica ma super contemporanea, compatta, camminabile, con quell’energia da East Coast che fa venire voglia di fare “solo un giro” e ritrovarsi dopo un’ora con la scheda di memoria piena e le gambe a pezzi.
In questo articolo:

In questo scenario, l’Hilton Boston Park Plaza è uno di quegli hotel che finiscono spesso nel radar: nome importante, posizione strategica e la promessa di essere una base comoda per vivere la città senza troppi compromessi.
Prenotazione
I prezzi in città, almeno durante questo mio soggiorno, sono davvero bassi rispetto a Miami o New York: questo soggiorno mi è costato 249$, comprensivi di tutte le tasse e gabelle (che adesso sono obbligatoriamente incluse nel prezzo mostrato) e di una promo extra che per 25$ mi dava anche 5mila Hilton Honors extra.

Dei 35$ di tassa imposta dall’hotel, 15$ vengono restituiti in credito da usare in hotel che, uniti ai 18$ previsti per lo status, mi hanno quasi coperto la colazione.

Da notare che avevo optato per una tariffa che prevedeva un extrabonus di 5mila punti.
Location
Il vero punto di forza qui è la posizione: sei a due passi da Boston Public Garden e Boston Common, quindi perfetto se ti piace iniziare (o chiudere) la giornata con una passeggiata nel verde in pieno centro. Io ci sono finito durante la più grande Snow Storm del decennio.

Intorno trovi anche tanti classici “da Boston”: shopping e ristoranti, musei e zone iconiche, oltre a collegamenti rapidi per spostarti in varie parti della città senza impazzire con taxi e ride-hailing. È una location che funziona sia per chi è in città per turismo sia per chi deve incastrare meeting e tempo libero.
La struttura
L’Hilton Boston Park Plaza non è “solo” un hotel in posizione comoda: è un pezzo di Boston. La costruzione iniziò nel 1925 e l’apertura ufficiale arrivò il 10 marzo 1927, quando nacque come The Statler Hotel. All’epoca era uno di quei progetti pensati come una vera “città nella città”, un gigante dell’ospitalità (per decenni tra i più grandi hotel della zona) e con un’impronta modernissima per gli standard del tempo.

Negli anni è passato attraverso diverse “vite” e cambi di insegna (dalla stagione Hilton del dopoguerra alle successive rinascite locali), fino alla grande ristrutturazione da circa 100 milioni di dollari completata nel 2016 e al ritorno del brand Hilton con il rebranding del 2023: la sensazione, oggi, è quella di dormire in un edificio che ha visto scorrere quasi un secolo di viaggiatori, mode e trasformazioni della città.
Unico appunto: è un gigante, ma non offre nulla. Non c’è una lounge, non c’è una palestra (o meglio c’è, ma è esterna) e poi il ristorante: se tutti gli ospiti delle 1000 stanze scendessero a fare colazione, dove li mettono?
Check-in

Se fuori è imponente, dentro è elegante. L’immenso spazio che ingloba hall, ristorante e zona living è davvero elegante, finalmente un Hilton in America degno di questo nome.

Marmo luccicante ovunque e tanto personale pronto ad intervenire in caso di necessità.

Operazioni di check-in svolte in pochissimi secondi e, sebbene fosse presto, camera pronta ed upgrade in deluxe, anche se non ad un piano alto.
La stanza

Armonia, questa la sensazione appena messo piede nella mia stanza.

Una corner room in una delle estremità dell’immenso edificio, certo devi fare chilometri per arrivarci, ma almeno sei lontano dall’ascensore.

Peccato solo che la seconda finestra fosse, di fatto, inservibile dato che era piazzata dietro l’immensa TV.
Dotazione standard, il frigo vuoto è oramai una consuetudine ed un letto king, anche se poteva essere un filino più grande.

La vista dal 5° piano non era il massimo, ma non si può volere sempre tutto.
Bagno che con quella vasca e quella tendina era una sorta di macchina del tempo, ma tutto sommato poteva andare decisamente peggio.
Letto comodo, certo se si volesse guardare la tv bisogna farsi venire il torcicollo.
Colazione

Normalmente non avrei fatto colazione in hotel: avrei preso un Flat White dallo Starbucks dietro l’angolo, oppure sarei andato alla ricerca di un diner.

Ma tra credito per lo status (18$) e credito per la destination tax (15$) ho deciso di provare la cucina.
Il buffet, triste come solo negli USA sa essere, costa 38$ + tasse, i piatti alla carta dai 18$ (per la classica continentale) ai 30$ per i più complessi.

Il mio piatto di uova fritte con salsiccia, patate e due fette di pane costava 27$.

Alla fine, con la mancia, ho speso poco meno di 40$.
In conclusione

La location è perfetta, la struttura è elegante e il servizio è di livello: a questo prezzo ci tornerei sicuramente.

Pro
- Ambiente
- Location
Contro
- Niente lounge
- Troppo grande




















