Wizz Air ottiene il via libera per gli USA. Però l’idea delle squadre di calcio sull’XLR fa abbastanza sorridere
Wizz Air UK ha ottenuto i permessi per operare voli tra il Regno Unito e gli Stati Uniti. Detta così, […]

Wizz Air UK ha ottenuto i permessi per operare voli tra il Regno Unito e gli Stati Uniti. Detta così, sembra l’inizio di una rivoluzione: la low cost magiara pronta a buttarsi sull’Atlantico, magari con un Londra-New York a prezzi da autobus premium. Peccato che, almeno ufficialmente, non sia questo il piano.
In questo articolo:
La compagnia ha infatti spiegato che non intende lanciare voli commerciali di linea verso gli USA e che questa autorizzazione servirà soprattutto per operazioni charter, in particolare per trasportare squadre di calcio europee, tifosi diretti ai Mondiali e gruppi organizzati.
Ora, va bene tutto. Va bene il comunicato, va bene il tono trionfale, va bene pure il classico “si apre un nuovo capitolo”. Però c’è un punto che fa un po’ sorridere: davvero qualcuno pensa a una squadra di calcio che attraversa l’Atlantico su un aereo Wizz?
Perché un conto sono i tifosi, che per andare a vedere una partita possono anche adattarsi. Un altro conto sono i giocatori, lo staff tecnico, i dirigenti, i medici, i fisioterapisti e tutto il carrozzone che si porta dietro un club professionistico. Immaginarsi questa gente che si spara sette o otto ore di volo su un narrowbody, magari senza una vera cabina premium, senza sedili seriamente reclinabili, con spazi limitati e con un livello di comfort che non è esattamente quello che ti aspetti prima di una competizione internazionale, sembra più una scusa elegante che uno scenario davvero credibile.
Detta in modo ancora più semplice: i tifosi sì, una squadra intera un po’ meno.
Ed è proprio qui che casca l’occhio. Perché la spiegazione ufficiale parla di charter per eventi speciali, ma il sospetto è che il vero valore di questa mossa sia un altro: avere già in tasca i permessi per volare tra Regno Unito e Stati Uniti, così se domani qualcuno in Wizz decide di provarci davvero con i voli di linea, metà del lavoro burocratico è già fatta.
Non sarebbe neppure così assurdo. Wizz ha in flotta gli Airbus A321XLR, cioè gli aerei perfetti per provare a fare il salto oltre Atlantico senza mettere in campo widebody costosi e complessi da riempire. E se c’è una rotta che fa venire l’acquolina a una low cost è proprio quella tra Londra e New York: enorme mercato, traffico business, traffico leisure, visibilità mediatica e possibilità di rompere le scatole a vettori ben più blasonati.
Certo, tra il dire e il fare c’è di mezzo l’Atlantico. Perché un volo transatlantico non è come aprire una rotta per Malaga o per Dubai. Servono affidabilità operativa, prodotto a bordo, ancillari vendibili bene, gestione dei ritardi, assistenza passeggeri, e soprattutto serve capire se il mercato è davvero pronto a passare 7 ore su un aereo single aisle in puro stile low cost pur di risparmiare qualcosa.

E qui torniamo al punto iniziale. La narrativa delle “squadre di calcio charter” sembra quasi il modo più comodo per dire una cosa senza dirla davvero. Un po’ come quando uno ti dice che sta facendo un giro “solo per guardare”, ma intanto è già entrato in concessionaria con il preventivo in mano.
Insomma, oggi Wizz ci racconta che questi permessi servono per charter su misura, Mondiali e gruppi organizzati. E formalmente è così. Però è difficile non pensare che questa sia soprattutto una mossa strategica: mettere un piede nella porta del mercato USA e tenersi pronta nel caso ci fosse la voglia — o il coraggio — di lanciare qualcosa di più ambizioso.

Per ora niente Londra-New York targato Wizz, almeno sulla carta. Ma da oggi l’idea non è più fantascienza. E soprattutto non è più una battuta.
Perché quando una compagnia si prende i diritti per volare negli Stati Uniti, anche se ti dice che lo fa “solo per i charter”, il dubbio viene naturale: e se invece stesse solo aspettando il momento giusto per cambiare idea?









