Zero low-cost e niente alta velocità ferroviaria: l’incredibile ragnatela di Alitalia nei cieli italiani di 50 anni fa
L’Alitalia degli anni Settanta non era solo una compagnia globale sul lungo raggio. In un’epoca in cui i treni ad […]

L’Alitalia degli anni Settanta non era solo una compagnia globale sul lungo raggio.
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In un’epoca in cui i treni ad alta velocità erano solo nei sogni di qualche ingegnere visionario e in cui delle low-cost non vi era traccia (la prima, Ryanair, si sarebbe vista una quindicina di anni più tardi), la compagnia di bandiera aveva come uniche (modeste) concorrenti l’Itavia che sarebbe poi stata ‘affondata’ dalla tragedia di Ustica del 1980 e Alisarda (ma solo sui voli tra il ‘continente’ e la Sardegna).
E, di conseguenza, dominava letteralmente i cieli italiani, con una fittissima rete di collegamenti nord-sud ma anche est-ovest.

Airbus aveva appena introdotto in servizio con Air France i primi A300, per vedere l’A320 ci sarebbero voluti altri vent’anni e la flotta di Alitalia e della sua sussidiaria ATI (Aero Trasporti Italiani) per le rotte domestic era tutta ‘Made in USA’, costituita dai Douglas DC9-30 e dai Boeing 727-200.
Guardando la mappa del network italiano riportata su una rivista di bordo della metà di quel decennio, una cosa che colpisce è che Milano è indicata semplicemente come ‘Milano’, senza alcuna distinzione tra Linate e Malpensa perché, come sarebbe stato fino al 1998 (quando Malpensa per dieci anni divenne l’hub principale della compagnia di bandiera), ‘Milano’ era Linate, mentre da Malpensa operava solo qualche sparuto collegamento intercontinentale.

Ma l’elemento che salta più all’occhio è la rete di collegamenti ‘trasversali’, cioè quelli che non avevano né Roma né Milano come punto di partenza o di arrivo.

Guardando la mappa si trovano voli diretti per Alghero da Genova, Torino, Pisa, Bologna e Cagliari; per Cagliari da Napoli e Palermo; per Catania da Napoli e Reggio Calabria; per Palermo (oltre che da Cagliari) da Pisa, Napoli, Trapani, Pantelleria e Lampedusa; per Napoli da Bologna, ma curiosamente non da Roma nonostante l’assenza dell’alta velocità; sempre da Napoli, stupisce l’assenza di un collegamento per Reggio Calabria, nonostante siano facilmente immaginabili le condizioni da Terzo Mondo dell’autostrada Napoli. Reggio (o dei tratti che già esistevano).
Al nord, c’erano un Milano-Genova, un Milano-Venezia (oggi col treno ci vogliono poco più di due ore), un Milano-Trieste e un Verona-Pisa.
Un’autentica ragnatela che in realtà esiste in parte ancora oggi, tessuta anno dopo anno dalle low-cost che hanno intuito il potenziale dei voli point-to-point su rotte domestic secondarie, mentre l’Alitalia degli ultimi tempi e l’ITA Airways di oggi si concentravano esclusivamente sulle operazioni dai loro due hub di Roma Fiumicino e Milano Linate.
VCE




