Caos in Medio Oriente: riaperto lo scalo di Kuwait City. Big del Golfo in ripresa, quanti voli stanno operando
Mentre la tregua tra Stati Uniti e Iran prosegue ma una soluzione del conflitto appare ancora incerta nei modi e […]

Mentre la tregua tra Stati Uniti e Iran prosegue ma una soluzione del conflitto appare ancora incerta nei modi e nei tempi, dal Golfo arrivano notizia positive in termini di ripresa dell’attività degli operatori della regione. Il cessate il fuoco dura ormai da circa tre settimane e i vettori guadagnano in ‘confidence’, quanto a un progressivo ritorno alla normalità.
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La notizia di oggi 27 aprile è che, dopo due mesi, lo spazio aereo del Kuwait è stato riperto ai voli commerciali e le compagnie aeree, incluse quelle ‘di casa’ Kuwait Airways e Jazeera Airways hanno ripreso a volare dallo scalo kuwaitiano, dopo che per alcune settimane, seguendo l’esempio di Gulf Air, Kuwait Airways aveva mantenuto attivi alcuni collegamenti trasferendoli tuttavia presso lo scalo saudita di Dammam.
Secondo i dati forniti da Flightradar24, in questa prima giornata di ripresa delle operazioni, da Kuwait City sono programmate 62 partenze, tutte di Kuwait Airways e Jazeera fatta eccezione per un volo di Egyptair dal Cairo e per uno di Turkish Airlines da Istanbul.
Flightradar ha fornito anche l’ultimo aggiornamento relativo alle operazioni dei cinque principali vettori del Golfo, facendo un confronto con lo schedulato degli stessi nei giorni precedenti lo scoppio della guerra il 28 febbraio scorso.

La compagnia che, percentualmente, si è più ripresa dal 1 marzo (in cui praticamente i voli si erano azzerati) è Emirates, che il giorno 26 aprile è stata in grado di operare oltre il 75% del suo ‘normale’ schedulato pre-guerra.
Il vettore di Dubai è seguito in questa particolare classifica da Etihad, che nello stesso giorno ha operato poco meno del 70% dei collegamenti effettuati fino al 27 febbraio. Un gradino sotto c’è Air Arabia (che comprende sia la branca basata a Sharjah sia quella basata ad Abu Dhabi) che è a circa il 65% del suo ‘normale’ schedulato. Meglio di Qatar Airways che è intorno al 55% del suo potenziale, e di flydubai che è intorno al 50%.

Guardando nello specifico ai numeri, secondo i dati di Flightradar 24, Emirates aveva operato lo scorso 27 febbraio 531 rotazioni (decolli e atterraggi) da e per il suo hub di Dubai, scese a 224 il 28 febbraio e ad appena 24 il 1 marzo. Il 26 aprile è tornata a 407 rotazioni.

Qatar Airways il 27 febbraio era stata di gran lunga la prima compagnia, quanto a movimenti sul suo hub di Doha, con 583. Ma la posizione geografica dello scalo aveva portato per giorni alla chiusura dello spazio aereo del Qatar e così, se il 28 febbraio le rotazioni erano scese a 213, nei successivi quattro giorni si erano ridotte, rispettivamente, a 3, 2, 5, 9 (tutti peraltro voli di riposizionamento degli aeromobili).
La situazione è migliorata sensibilmente e il forma stabile dal 20 marzo, quando il numero di voli si è assestato regolarmente sopra quota 100, per poi prendere nuovo slancio dal 1 aprile (da lì in poi ben oltre i 200 voli giornalieri) fino ad arrivare ai 324 movimenti del 26 aprile.

Quanto a Etihad, era scesa dai 334 voli operati il 27 febbraio ai 90 del 28 febbraio e ai 4 del 1 marzo, per poi risalire sopra quota 100 dalla metà di marzo e sopra quota 200 dalla metà di aprile (219 il 26 aprile).

Flydubai era scesa dai 343 voli operati il 27 febbraio ai 108 del giorno successivo, a un solo volo il 1 marzo, tornando il 26 aprile a 173 rotazioni giornaliere.

Air Arabia, infine, era passata da 305 arrivi e partenze del 27 febbraio a 103 del giorno successivo per toccare quota zero movimenti l’1 e il 2 marzo. Il 26 marzo ha effettuato 189 rotazioni.
SHJ






