Dormire a New York, senza spendere una fortuna (e senza andare in NJ): recensione TownePlace Suites Long Island
Oggettivamente, per la qualità media degli hotel a Manhattan e, più in generale, a New York, costa meno dormire in […]

Oggettivamente, per la qualità media degli hotel a Manhattan e, più in generale, a New York, costa meno dormire in un resort alle Maldive.
In questo articolo:
Però, dato che la Grande Mela resta una delle mete più desiderate dagli italiani, ha senso cercare soluzioni un po’ più convenienti.

No, io non consiglierò mai a nessuno di andare a dormire a Hoboken. Piuttosto, suggerisco di puntare su Brooklyn, Williamsburg, Long Island e zone limitrofe, soprattutto se si atterra a JFK.
Location

Siamo a Long Island ma, per capirci, siamo a due fermate di metropolitana da Central Park. Questo vuol dire che, sì, non sei a Manhattan, ma non dovrai nemmeno impazzire per tornare in hotel se vuoi rilassarti un’oretta.

Certo, la zona di Times Square è la più adatta, soprattutto per chi visita New York per la prima volta, ma facendo un rapporto costo/beneficio dormire in questa zona può far risparmiare parecchio alla famiglia media. Per capirci, siamo a mezzo isolato dallo SpringHill Suites che avevo recensito l’anno scorso.
Prenotazione

Perché ho scelto questa insegna? Per due motivi: il prezzo e il fatto che volevo massimizzare la notte nel contesto della promozione di inizio anno Marriott Bonvoy, ottenendo anche una notte qualificante bonus. E la dimostrazione che questa è la prima volta che recensisco una struttura di questa insegna.

Il costo, tutto incluso, è stato di 165 dollari, per capirci circa 100 dollari in meno rispetto alla migliore struttura disponibile a Manhattan.
Check-in
Ho soggiornato in questo hotel in occasione del nostro viaggio di gruppo a New York. Presa la metro, ci siamo poi divisi: ognuno diretto verso il proprio hotel. Le operazioni di check-in sono state molto veloci, come spesso accade in terra americana.

E in pochi minuti ero già nella mia suite perché, come al solito, prenoto la camera base e poi spero, grazie allo status, di ottenere qualcosa di meglio.
L’hotel

La struttura è nuova, gli spazi comuni non sono molti, ma c’è tutto quello che serve, anche una piccola pantry.
C’è una palestra, piccola e con lo stretto necessario.

C’è la lavanderia a pagamento.

Ed è una di quelle insegne che offre la colazione a tutti, compresa nel costo della stanza, indipendentemente dallo status o da dove sia stata effettuata la prenotazione.
La camera

Questa insegna è quello che noi definiremmo un residence. Negli States le chiamano long stay, e infatti io avevo a disposizione un vero monolocale.
C’era una cucina completa di tutto: dalla lavastoviglie al forno a microonde, fino alla piastra in vetroceramica. Perfetta per chi, volendo risparmiare, punta a fare la spesa e mangiare in camera.
Il bagno era standard, ma complice la struttura semi nuova, devo dire che l’insieme risultava molto piacevole.
La stanza era più che spaziosa, sicuramente comoda per due ospiti. C’erano un letto king, una scrivania, un maxi schermo e anche una poltroncina.
La colazione gratuita

Negli USA non ti puoi aspettare di gozzovigliare come a Bangkok e, in queste strutture dove la colazione è gratis per tutti, c’è giusto qualcosa per riempire lo stomaco senza intaccare troppo il portafoglio dell’hotel, ma volendo hai sempre la possibilità di fare la spesa nella piccola dispensa.

C’erano barili di caffè, ma niente latte caldo.
Poi ciambelle, la macchina per i waffle, yogurt e cereali. L’offerta calda consisteva in uova strapazzate e in alcuni pasticci di verdura.
In conclusione

È il giusto compromesso: non dormi a Manhattan, ma sei comunque a due fermate da Central Park o a una da Governors Island. La struttura è nuova. La zona, devo ammetterlo, non è il massimo, ma non è nemmeno che l’area di Times Square sia la place du Café de Paris a Monte Carlo.

Pro
- La struttura
Contro
- il prezzo
Marriott





















