Nel cuore di Pigalle, a pochi passi da Montmartre: recensione hotel Rochechouart Parigi
In occasione della nostra fuga musicale a Parigi per il concerto di Andrea Bocelli, prenotato con le miglia Flying Blue, […]

In occasione della nostra fuga musicale a Parigi per il concerto di Andrea Bocelli, prenotato con le miglia Flying Blue, dovendo soggiornare una notte nella Ville Lumière abbiamo optato per questo hotel che partecipa alla collezione Design Hotels di Marriott. Inutile dire che la motivazione era ottenere il massimo, come sempre.
In questo articolo:

Due le promozioni che ho cumulato: il cashback della promo American Express sulle spese negli hotel Marriott di mezza Europa e la promo di inizio anno Bonvoy, che regalava punti e una notte bonus.
La prenotazione
Durante la settimana delle vacanze pasquali, la già tutt’altro che economica Parigi non aveva certo prezzi da bassa stagione. In più, complice la promo Marriott, ero alla ricerca di un’insegna che non avessi ancora visitato dall’inizio dell’anno e questo hotel rappresentava la migliore opzione per rapporto tra prezzo e posizione.

Il costo di una notte è stato di circa 267 euro. Per fortuna, 100€ me li ha restituiti Amex grazie a questa spesa. In totale mi sono messo in tasca poco meno di 9mila punti Bonvoy.
La location
L’Hotel Rochechouart si trova in una posizione particolarmente interessante per vivere Parigi con uno sguardo autentico e, allo stesso tempo, molto scenografico: è in boulevard de Rochechouart, tra il 9° arrondissement e l’atmosfera vibrante di Pigalle, proprio ai piedi di Montmartre. Questo significa avere a portata di mano uno dei quartieri più iconici della città, tra locali, teatri, fermate dei mezzi pubblici e scorci che portano rapidamente verso il Sacré-Cœur e le strade più affascinanti della collina parigina.
La storia dell’hotel

Il Rochechouart è un hotel con oltre un secolo di storia alle spalle e conserva ancora oggi il fascino di un grande indirizzo parigino d’altri tempi. La struttura viene raccontata come un vero gioiello degli anni Venti, profondamente legato all’identità artistica e mondana del quartiere, tanto che anche il suo design contemporaneo richiama volutamente l’eleganza Art Déco e l’eredità del suo passato. Questa anima storica si ritrova anche negli spazi del Mikado Dancing, l’antica sala da ballo dell’hotel, che riporta alla Parigi del tango, dei tea dance e della vita notturna del primo Novecento.
I Design Hotels by Marriott sono proprio questo: strutture indipendenti che si associano alla catena per godere dei vantaggi di marketing, ma mantengono un’identità che, almeno all’apparenza, non rispecchia il classico capitolato di una grande catena.
La camera

Siamo arrivati nel primo pomeriggio e, dopo una veloce chiacchierata con gli addetti al ricevimento, abbiamo raggiunto la nostra camera. Niente upgrade, o meglio: un piano alto e una “vista” che ci sono stati venduti come una promozione a una camera migliore.

L’hotel non è grande e lo dico subito: non lo consiglio a chi ha problemi di deambulazione. Ci sono tanti scalini, un ascensore strettissimo e camere anguste, come solo un palazzo di oltre 100 anni può avere.
Noi eravamo al sesto piano su otto e la nostra vista sui tetti non era per niente wow, se non per il fatto che in lontananza e, senza nebbia, si poteva scorgere la cima della Torre Eiffel.

La disposizione della camera era davvero originale: il WC subito sulla destra, separato dal resto del bagno che invece si trovava dalla parte opposta della stanza.

Il risultato è che, se volevi lavarti le mani dopo essere andato in bagno, dovevi attraversare tutta la camera.
La stanza era essenziale, una finestra sui tetti ma anche una vista sulle scale e su altre camere dell’hotel.

Tutto molto piccolo, con ogni centimetro sfruttato per uno scopo preciso.
Infine il bagno, che era probabilmente l’ambiente più spazioso della camera.
Il rooftop

Questo hotel, nella bella stagione, ha un rooftop che vale la pena visitare a prescindere dall’essere ospiti o meno.

Scappare dal caos sottostante e rifugiarsi qui sopra per godersi un bicchiere di vino, o una bollicina, ammirando il Sacré-Cœur vale il prezzo del biglietto.ì Peccato che la nostra visita sia capitata in una giornata uggiosa e che fosse tutto chiuso.
Servizi
Non aspettatevi piscina o spa. C’è un ristorante che è il classico locale parigino reinterpretato in chiave co-working, con il plus di un ambiente vintage. In compenso i prezzi, stando al listino esposto, potrebbero anche arrivare a 2000€/notte
La colazione

Stranamente avevo prenotato una camera con colazione inclusa, solitamente esclusa anche dai privilegi dello status in queste insegne.
L’ambiente è suggestivo, perché appunto sei in un palazzo di 100 anni, in un luogo che sicuramente ha visto passare fiumi di vino e tanta storia parigina. L’offerta è varia: non enorme, ma c’era quasi di tutto. Certo, se punti a un buffet pantagruelico guarda altrove, ma se ti accontenti di un buon modo per iniziare la giornata non rimarrai deluso.
In conclusione

La location e il rooftop sono i veri plus dell’hotel. Per un weekend romantico a Parigi mi sento di consigliarlo senza problemi.

Pro
- Location
- Rooftop
Contro
- Angusto
- Camera per nulla di design
Marriott

































