Tra pochi giorni parte il diretto Roma-Seattle, e Alaska Airlines ha una business class tutta nuova
Tra qualche giorno Alaska Airlines inaugurerà il suo volo diretto tra Roma Fiumicino e Seattle, e proprio alla vigilia del […]

Tra qualche giorno Alaska Airlines inaugurerà il suo volo diretto tra Roma Fiumicino e Seattle, e proprio alla vigilia del debutto italiano la compagnia ha mostrato quello che sarà il suo vero biglietto da visita sul lungo raggio: la nuova International Business Class con suite chiuse.
In questo articolo:
Tradotto: porte scorrevoli, letto completamente orizzontale, accesso diretto al corridoio, schermo da 18 pollici, ricarica wireless, cuffie noise cancelling e un prodotto che finalmente prova a giocarsela davvero nel campionato delle business class intercontinentali. Non il solito restyling cosmetico, ma un salto di qualità vero, pensato per accompagnare l’espansione di Alaska verso Europa e Asia.
Cosa cambia davvero per chi volerà da Roma
La rotta Seattle–Roma decollerà il 28 aprile, e sarà uno dei collegamenti simbolo della trasformazione di Alaska da compagnia domestica super forte sulla West Coast a vettore con ambizioni internazionali sempre più chiare.
Per chi parte dall’Italia, la notizia importante è semplice: non stiamo parlando solo di un nuovo volo, ma di un nuovo prodotto premium. E oggi, quando si lancia una rotta così lunga verso gli USA, è esattamente questo che fa la differenza.

Alaska promette un’esperienza da vera business class moderna: suite private, catering più curato, amenity kit firmati Filson, biancheria premium e accesso lounge, sia nel network proprietario sia nelle lounge partner oneworld. Per chi ha status oneworld Emerald, resta anche il vantaggio dell’accesso alle lounge First Class dove previsto.
Il punto forte? Finalmente una business class “da lungo raggio vero”
La parte succosa è tutta qui: Alaska non si è limitata a mettere un sedile reclinabile su un Dreamliner e chiamarla business class.

A bordo dei nuovi Boeing 787-9, la compagnia introdurrà suite con porta e una configurazione pensata per il traffico intercontinentale vero. In cabina ci sarà anche una proposta food più ambiziosa del solito, con piatti differenziati in base alla destinazione. Sui voli per Roma, ad esempio, Alaska cita persino un pollo arrosto con pasta alla carbonara, che detto così fa sorridere, ma almeno dimostra il tentativo di localizzare l’esperienza.
C’è anche una Chef’s Table firmata Brady Ishiwata Williams, dessert trolley con i gelati Salt & Straw, una carta vini più ricca e una parte soft product molto americana, molto Pacific Northwest, molto curata nel branding. Insomma: un prodotto premium pensato per piacere anche a chi sceglie il volo non solo in base al prezzo, ma anche per come si viaggia.
Perché questa notizia conta più del solito
Per i lettori TFC il punto non è solo “bella cabina, bravi tutti”. Il punto è che tra pochi giorni Alaska debutta in Italia, e lo fa mettendo subito sul tavolo un elemento concreto per farsi notare in un mercato competitivo come quello dei voli tra Europa e Stati Uniti.
Seattle non è New York e non è Los Angeles, ma è una porta d’accesso molto interessante verso la West Coast, il Pacific Northwest e le connessioni nel network Alaska. E qui entra in gioco anche il valore dell’alleanza: Alaska festeggia cinque anni in oneworld e oggi può contare su una rete di oltre 900 destinazioni insieme ai partner.
Per chi vola con logiche di status, lounge, accumulo punti e itinerari combinati, questo dettaglio pesa. Non poco.
Anche il Wi-Fi farà la differenza
Altro dettaglio che interessa davvero: Alaska ha confermato l’arrivo di Starlink sui 787-9 entro l’autunno. Non sarà disponibile da subito su tutta la flotta long haul, ma è un segnale preciso: la compagnia vuole posizionarsi in quella fascia di vettori che, oltre al sedile, vogliono venderti anche una buona esperienza digitale a bordo.
E oggi, inutile girarci intorno, su un lungo raggio il Wi-Fi conta quasi quanto il materasso.
In conclusione
La novità è interessante, il prodotto sembra finalmente all’altezza e l’arrivo del Roma–Seattle rende tutto immediatamente rilevante anche per noi. Adesso però c’è una sola cosa che conta davvero: vedere se Alaska manterrà in volo quello che promette nelle foto e nei comunicati.

Perché le suite con porta fanno scena, ma quello che separa una business class “bella da brochure” da una business class davvero riuscita è sempre il solito mix: comfort reale, servizio, catering, privacy e coerenza dell’esperienza.
Oneworld
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