13 ore nella Premium Economy Finnair: cosa mi è piaciuto e cosa no
Dopo l’unicità della nuova business class di Finnair, questa volta è il momento di provare la sua premium economy sull’Airbus […]

Dopo l’unicità della nuova business class di Finnair, questa volta è il momento di provare la sua premium economy sull’Airbus A350, una di quelle cabine che sulla carta promettono il giusto equilibrio tra comfort e prezzo senza arrivare agli eccessi della business.
In questo articolo:
E vi dirò: esperienza interessante, con alcune cose che mi sono piaciute parecchio… e altre che mi hanno lasciato la sensazione di un prodotto ancora un po’ a metà strada tra economy “plus” e vera premium economy.
La prenotazione
Come avevo raccontato in un precedente articolo, il volo l’ho prenotato utilizzando 43.000 punti più circa 75€ di tasse. Una settimana prima della partenza sono poi riuscito a strappare un upgrade in premium economy a 239€, praticamente sugli ultimissimi posti disponibili. Letteralmente: appena completato l’acquisto, la premium economy risultava già sold out.
L’itinerario completo era un Malpensa–Helsinki in economy seguito dall’Helsinki–Haneda in premium economy, giusto per dare un po’ di contesto sul valore complessivo dei punti spesi.
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La situazione però era strana già da settimane. Avevo contattato più volte il servizio clienti per chiedere disponibilità di upgrade, sia in premium che in business, ricevendo sempre la stessa risposta: “fully booked”. Zero disponibilità, niente da fare.
Poi improvvisamente compare l’upgrade in premium. Bene, ma già lì qualcosa non tornava.
Arrivato a bordo infatti la sorpresa: metà cabina premium economy praticamente vuota e perfino qualche posto libero in business. Per curiosità ho chiesto quanto sarebbe costato passare ulteriormente in business class quel giorno: 600€ per la tratta verso Tokyo. Considerando la durata del volo, nemmeno una cifra così folle tutto sommato.
In aeroporto
Ad Helsinki il volo per Tokyo partiva dal gate 42, praticamente a due passi dalla Plaza Premium Lounge Helsinki di cui abbiamo già parlato in un articolo apposito.
In breve? Lounge piccola, ma coerente con le dimensioni e il traffico dell’aeroporto. Qualche metro quadro in più non avrebbe guastato, soprattutto nelle ore di punta, però nel complesso l’ho trovata piacevole. Bella vista sul piazzale, area dedicata ai bambini e una proposta food più orientata alla qualità che alla quantità.
A pagamento erano disponibili anche capsule per dormire e docce, queste ultime a 29€ per l’utilizzo.
E se vi capita una giornata ventosa, probabilmente vi divertirete più lì che in volo: guardare charter e cityline “barcollare” durante il rullaggio dalla vetrata della lounge è stato quasi uno spettacolo a parte.
L’imbarco sull’A350 di Finnair – A350-941 per la precisione – era teoricamente organizzato per zone. Teoricamente, appunto.
Nella pratica la business class era “protetta” da una specie di barricata improvvisata fatta di divanetti spostati davanti all’ingresso del finger, senza però nessun membro dello staff a controllare davvero il rispetto delle priorità. Risultato? Appena aperte le porte, e senza nemmeno un annuncio, si è creato il classico assalto collettivo.
A quel punto non contavano più zona, classe di viaggio o priorità: l’obiettivo generale sembrava diventato quello di superare quei divanetti il più velocemente possibile. Il tutto, immagino sarcasticamente, per evitare di perdere un volo sul quale avevano appena scannerizzato la carta d’imbarco trenta secondi prima.
Configurazione a bordo
L’Airbus A350-900 di Finnair monta la seguente configurazione:
- business class 1-2-1 con 43 posti distribuiti su 12 file
- premium economy 2-4-2 con 24 posti totali su 3 file
- economy 3-3-3 con 211 posti
Avendo scelto il posto 21D, quindi la prima fila della premium economy, mi sono imbarcato praticamente tra gli ultimi.
La prima fila ha un vantaggio enorme: spazio per le gambe praticamente infinito. Davanti non c’è nessun sedile e si riesce tranquillamente ad allungarsi senza nemmeno sfiorare la paratia.

Il rovescio della medaglia però c’è: i bagni dedicati sono quelli dell’economy, posizionati parecchio più indietro, oltre la fila 39. In totale la cabina economy dispone di sei toilette, una delle quali accessibile.
La premium economy comunque rimane molto raccolta e quasi “intima”: solo tre file separate sia dalla business sia dall’economy tramite tendine divisorie. Anche il livello di rumore ne beneficia parecchio e durante il volo la cabina è rimasta sorprendentemente silenziosa.
La poltrona
Al posto era già tutto pronto: copertina confezionata, cuscino cervicale, cuffie — le stesse utilizzate in business class — e un piccolo amenity kit realizzato in una specie di cartoncino rigido. Dentro c’erano spazzolino e dentifricio, tappi per le orecchie e una mascherina per dormire piuttosto economica come qualità.
Partendo dai dettagli, il poggiatesta è rivestito in simil pelle, facilmente lavabile, regolabile sia in altezza sia tramite le classiche alette laterali. Presente anche una luce di lettura regolabile su tre livelli di intensità.
Il bracciolo centrale invece contiene il tavolino a scomparsa, regolabile leggermente in profondità, anche se resta comunque piuttosto compatto: per capirci, non è uno di quei sedili dove riesci ad alzarti comodamente con il tavolino aperto.

La poltrona però, nel complesso, è davvero spaziosa. Nel mio caso specifico, complice la prima fila, il comfort non è mai stato un problema. Lo spazio davanti era tale da potermi letteralmente mettere in piedi davanti al sedile e fare un minimo di stretching senza intralciare nessuno.
Anche la reclinazione è molto generosa, sia per lo schienale sia per il supporto gambe. E un aspetto che ho apprezzato è che persino l’ultima fila della premium economy rimane sufficientemente distante dalla paratia divisoria con l’economy, evitando quindi quella sensazione fastidiosa di reclinazione limitata.
Se però vogliamo guardare il prodotto nel dettaglio, emergono anche alcune pecche. Il bracciolo interno del mio sedile era pieno di briciole e residui di cibo dei voli precedenti, cosa non esattamente bellissima da trovare appena saliti a bordo.
Inoltre si sente parecchio la mancanza di uno spazio portaoggetti davvero accessibile: la classica retina è presente, ma essendo molto lontana dalla prima fila bisogna praticamente slacciarsi la cintura ogni volta per raggiungerla. Anche il tessuto scuro dei sedili, rispetto all’economy, aiuta parecchio a “nascondere” eventuale sporco o usura, il che forse è anche parte della strategia.
Vista la distanza dallo schermo, al posto è presente anche un telecomando dedicato per controllare l’IFE senza doversi allungare continuamente, anche se la posizione a ridosso delle ginocchia mi ha causato spesso di premere tasti non intenzionalmente.
E sì: bocchette dell’aria presenti. Chi vola spesso sa che non è mai una cosa da dare per scontata. Per la ricarica troviamo invece una USB-A e una presa di corrente universale.
Servizio
L’equipaggio è stato disponibile per tutto il volo, soprattutto durante la notte, passando circa ogni ora con acqua e controllando se qualcuno avesse bisogno di qualcosa. Nel galley posteriore erano inoltre sempre disponibili bevande e una barretta all’avena.
Detto questo, il servizio nel complesso mi è sembrato molto più vicino a una buona economy che a qualcosa di realmente premium. Certo, appena saliti a bordo viene distribuito il classico panno caldo profumato, ma nessuno è poi passato a ritirarlo fino all’arrivo del servizio pasti. Risultato: ce lo siamo tenuti lì per parecchio tempo.

Anche durante il pasto principale si percepisce questa sensazione di prodotto “a metà”. Da un lato troviamo piatti in porcellana, tovaglia e posate vere; dall’altro però il vassoio rimane in plastica e il bicchiere è di carta. Una specie di mix continuo tra dettagli premium e compromessi da economy.
Alla colazione la situazione peggiora ulteriormente: praticamente tutto plastica o carta riciclata, con posate in legno comprese.
IFE
Lo schermo dell’entertainment è grande, ben definito e con un’interfaccia moderna, però mancano alcune funzioni che nel 2026 mi aspetterei praticamente ovunque.
La più evidente? Nessuna possibilità di collegare cuffie Bluetooth personali. Inoltre non sono riuscito a trovare un filtro per lingua dei contenuti, cosa che rende abbastanza complicato capire rapidamente quanti film siano disponibili in italiano.
In compenso ci sono due telecamere live esterne, sempre piacevoli durante decollo e atterraggio, anche se la qualità video non è altissima.
Il Wi-Fi è disponibile, ma gratuito solo su tratte brevi per gli iscritti base a Finnair Plus. Sul lungo raggio, invece, senza status Gold non c’è nulla incluso. L’unico pacchetto acquistabile era quello “browse only”, valido per un solo dispositivo e senza streaming, al prezzo di 19,95€ per tutta la durata del volo (tariffa scontata per iscritti). Prezzo anche onesto, sinceramente, ma limitazioni abbastanza pesanti.
Sul catalogo invece sensazioni contrastanti: senza filtro lingua è difficile giudicare bene la disponibilità italiana, però qualcosa c’era — ad esempio F1 e Wicked comparivano tra le uscite recenti. In generale però non mi è sembrato uno di quei sistemi con un catalogo vastissimo o aggiornatissimo, pur rimanendo assolutamente sufficiente per un volo di questa durata.

Food & Beverage
Il pasto principale si apriva con una specie di flan ai semi dal gusto leggermente dolciastro, seguito dalla scelta tra pollo o manzo stroganoff.
Come dessert invece… una barretta confezionata di cioccolato Karl Fazer.
Ecco, qui devo essere sincero: enorme delusione.
Mi aspettavo almeno una piccola torta, un dolce curato, qualcosa che desse davvero quella sensazione di “premium economy”. Ritrovarmi invece una semplice barretta confezionata mi ha lasciato parecchio perplesso.
Nel complesso la sensazione è stata quella di un pasto da economy servito però su stoviglie migliori.
Anche perché basta guardare le immagini promozionali della premium economy di Finnair per notare una certa differenza rispetto a quello che mi sono ritrovato davanti.
La colazione prevedeva invece una sola opzione: omelette alle erbe con patate accompagnata da un panino paprika e formaggio. Nessuno dei due particolarmente memorabile.

Nel mio caso poi, non mangiando uova per questioni alimentari, ho dovuto semplicemente saltare completamente la parte principale della colazione perché non esistevano alternative.
Sì, avrei potuto richiedere un pasto speciale entro 48 ore dalla partenza, ma così facendo avrei modificato anche il pasto principale, che invece volevo mantenere standard per provare il prodotto “vero”.
In conclusione
La sensazione finale è che questa premium economy di Finnair punti tutto sulla comodità del sedile molto più che sul servizio o sulla parte gastronomica. Perché se la business class aggiunge davvero privacy, esperienza e qualità del catering, qui il salto rispetto all’economy si percepisce quasi esclusivamente nello spazio personale.
E attenzione: quello spazio, soprattutto in prima fila, cambia davvero tanto su un volo così lungo. Potersi alzare, stiracchiarsi o semplicemente non sentirsi “intrappolati” per ore fa una differenza enorme sul livello di stanchezza all’arrivo.
Pagata a prezzo pieno però — nel mio caso si parlava di circa 2.500€ durante un periodo particolarmente caro — farei molta più fatica a giustificarla. Se invece capita un upgrade ben prezzato o una differenza contenuta rispetto all’economy, allora sì, la considererei tranquillamente di nuovo.
La prima fila in particolare ha un potenziale enorme grazie allo spazio infinito per le gambe, ma soffre parecchio l’assenza di uno storage davvero accessibile: ogni oggetto finisce inevitabilmente “senza casa”, e alla lunga diventa più scomodo di quanto sembri.
Finnair
Oneworld
HND























