Air India taglia anche l’Italia: meno voli da Milano e Roma, e non è una buona notizia per chi usa Delhi come hub
La cura dimagrante di Air India arriva anche in Italia. E per una volta non parliamo di una rotta annunciata […]

La cura dimagrante di Air India arriva anche in Italia. E per una volta non parliamo di una rotta annunciata e mai partita, ma di collegamenti già operativi che vengono ridimensionati proprio nel cuore della stagione estiva.
In questo articolo:
Secondo quanto riportato da AeroRoutes, dal 1° giugno al 31 agosto 2026 Air India ridurrà le frequenze da Milano Malpensa e Roma Fiumicino verso Delhi: la Milano–Delhi passerà da 5 a 4 voli settimanali, mentre la Roma–Delhi scenderà da 4 a 3 frequenze alla settimana.
Non una cancellazione totale, quindi, ma un taglio che per chi aveva scelto Air India per volare verso l’India o proseguire oltre Delhi può significare voli cancellati, meno opzioni, meno coincidenze comode e, banalmente, meno posti disponibili.
Il punto è proprio questo: Air India non è solo una compagnia per andare in India. Per molti passeggeri italiani è un punto di transito verso Asia e Oceania, anche alla luce delle tariffe convenienti e alla necessità/volontà di evitare il Medio Oriente.
Il problema non è solo Milano o Roma: è tutto il network via Delhi che si assottiglia
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Chi parte dall’Italia e vola con Air India difficilmente si ferma sempre a Delhi. Molti usano il vettore per costruire itinerari verso Thailandia, Singapore, Malesia, Maldive, Australia. Ed è qui che i tagli diventano più interessanti, perché diverse destinazioni in prosecuzione da Delhi subiranno riduzioni pesanti o cancellazioni temporanee.
La più clamorosa è Singapore. Air India taglierà completamente le frequenze Delhi–Singapore a giugno, ridurrà drasticamente l’operativo a luglio, da 24 voli settimanali a 4, e poi cancellerà nuovamente quasi tutto ad agosto. Per chi dall’Italia pensava di usare Air India per raggiungere Singapore, o per proseguire verso il Sud-est asiatico, è un taglio enorme.
Non va molto meglio su altre rotte asiatiche. La Delhi–Bangkok passerà da 4 a 3 voli al giorno, mentre la Mumbai–Bangkok scenderà da 13 voli settimanali a 7. Anche Kuala Lumpur viene ridimensionata: la rotta da Delhi passerà da 10 a 5 frequenze settimanali. Sono tagli meno brutali rispetto a Singapore, ma comunque sufficienti a rendere più complicate le coincidenze per chi parte dall’Italia e vuole proseguire oltre l’India.
Europa: Air India protegge Londra, ma taglia quasi tutto il resto

In Europa i tagli non riguardano solo l’Italia. Oltre a Milano e Roma, Air India ridurrà anche i voli da Delhi verso Copenhagen, Vienna e Zurigo, tutti da 4 a 3 frequenze settimanali. La Delhi–Parigi Charles de Gaulle passerà invece da due voli al giorno a un solo collegamento quotidiano. Londra Heathrow, almeno per ora, sembra essere stata protetta.
Questo è un segnale abbastanza chiaro: quando una compagnia deve tagliare capacità, tende a salvare le rotte più forti e più redditizie. Il resto del network viene limato, soprattutto se operato con widebody costosi e in un contesto in cui carburante, deviazioni e disponibilità di flotta stanno diventando un problema.
Australia: meno voli per Melbourne e Sydney
Altro mercato importante per i viaggiatori in prosecuzione è l’Australia. Anche qui Air India mette mano alle frequenze: i voli da Delhi verso Melbourne e Sydney, che avrebbero dovuto salire fino a 7 frequenze settimanali da luglio, resteranno invece ridotti a 4 voli alla settimana fino al 31 agosto 2026.
Per chi parte da Milano o Roma, questo significa una cosa molto semplice: meno combinazioni possibili, meno flessibilità nella costruzione dell’itinerario e probabilmente tempi di transito meno comodi. Su viaggi così lunghi, la differenza tra una connessione fluida e una notte buttata in aeroporto può pesare parecchio.
Nord America: tagli pesanti, anche se per l’Italia l’impatto è più indiretto
La sforbiciata colpisce anche il Nord America. Air India cancellerà temporaneamente la Delhi–Chicago, sospenderà la Delhi–Newark dal 1° giugno al 31 agosto, ridurrà la Delhi–San Francisco da 10 a 7 voli settimanali, taglierà la Mumbai–New York JFK per l’estate e ridurrà anche le frequenze verso Toronto e Vancouver.
Le altre cancellazioni: Cina, Maldive, Nepal, Sri Lanka e Israele
Fuori dai mercati più “visibili”, ci sono altri tagli che raccontano bene la profondità della revisione. La Delhi–Shanghai Pudong, ripartita da poco, viene cancellata dal 1° giugno al 31 agosto. La rotta Delhi–Male, interessante anche per chi vola verso le Maldive, perde il collegamento giornaliero. La Delhi–Kathmandu passa da 6 a 4 voli al giorno, con ulteriore riduzione a 3 giornalieri da luglio.

Riduzioni anche su Colombo: Delhi–Colombo scende da 14 a 13 frequenze settimanali, mentre Mumbai–Colombo passa da 7 a 4 voli settimanali. La Mumbai–Dhaka resta cancellata fino al 31 agosto, mentre il ritorno della Delhi–Tel Aviv viene rinviato, almeno per ora, al 1° luglio 2026.
Perché Air India taglia così tanto
Dietro questa riduzione non c’è un solo fattore. Secondo le ricostruzioni pubblicate in India, Air India starebbe intervenendo sul network per proteggere i conti in una fase complicata: il prezzo del carburante è salito in modo pesante, il blocco dello spazio aereo pakistano costringe i vettori indiani a rotte più lunghe e costose, e la compagnia sta anche gestendo il rinnovo e la riconfigurazione della flotta, in particolare dei Boeing 787.

Il risultato è una rete internazionale più magra, soprattutto sulle rotte lunghe e sulle destinazioni dove l’equilibrio economico è più fragile. Per una compagnia come Air India, che sta cercando di rilanciarsi come vettore globale dopo l’ingresso nel gruppo Tata, è un passaggio tutt’altro che banale.
In conclusione
Per i passeggeri italiani la notizia non è solo “Air India taglia Milano e Roma”. La notizia vera è che Air India riduce contemporaneamente l’Italia e molte delle rotte in prosecuzione da Delhi. Questo significa meno frequenze, meno coincidenze e un network meno solido proprio nei mesi in cui molti viaggiatori guardano ad Asia, Australia e Nord America.

Chi ha già un biglietto in mano farebbe bene a controllare la prenotazione, soprattutto se l’itinerario prevede una coincidenza a Delhi. Chi invece sta valutando Air India per i prossimi mesi deve tenere conto di un dettaglio semplice: sulla carta il vettore indiano resta interessante, anche grazie all’appartenenza a Star Alliance, ma da giugno ad agosto 2026 il suo network internazionale sarà molto meno generoso di quanto sembrava fino a pochi giorni fa.
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