Le green fare sbarcano su ITA Airways: come su Lufthansa paghi di più per inquinare di meno e fare Points
Lufthansa non perde tempo: arrivano le Green Fare anche sui voli ITA Airways

Lufthansa non perde tempo. Nemmeno il tempo di ufficializzare la crescita nel capitale di ITA Airways, continua il lavoro di armonizzazione dell’esperienza di viaggio e adesso tocca anche alle tariffe “green”.
In questo articolo:
ITA ha infatti introdotto le nuove Green Fare, già ben note ai passeggeri delle compagnie del Lufthansa Group, portando anche sui voli italiani quel modello che unisce contributo ambientale, maggiore flessibilità e benefici extra sul programma fedeltà.
Non è una rivoluzione, ma è un altro tassello molto concreto del processo di integrazione: ITA assomiglia sempre di più a una compagnia del gruppo Lufthansa, non solo nei sistemi, nel check-in e nella loyalty, ma anche nella struttura tariffaria.
Cosa sono le Green Fare di ITA Airways
Le nuove tariffe si chiamano Economy Green, Premium Economy Green e Business Green e sono disponibili sulle rotte domestiche, europee e su alcune destinazioni intercontinentali operate da ITA Airways.
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Il concetto è semplice: scegliendo una Green Fare, il passeggero paga una tariffa che include una quota destinata a iniziative legate alla riduzione dell’impatto ambientale del volo. Una parte va a sostenere l’utilizzo futuro di SAF, Sustainable Aviation Fuel, cioè carburante sostenibile per l’aviazione, e una parte viene destinata a progetti certificati per la protezione del clima.
E’ importante sapere che non cambiano le regole tariffarie, quindi non diventa un biglietto modificabile o cancellabile, anche se a volte costa di più di una tariffa Flex.
Sulle tratte domestiche ed europee la ripartizione è questa: 20% SAF e 80% progetti climatici. Sulle rotte intercontinentali incluse nell’offerta, invece, il modello cambia: 10% SAF e 90% progetti climatici. È lo stesso schema già utilizzato dal Lufthansa Group sulle proprie Green Fare.
Le Green Fare saranno disponibili su molte rotte del network ITA, ma non su tutte. La compagnia specifica che non saranno acquistabili sui voli da e per Giappone, Stati Uniti e Canada.
Questo significa che, almeno per il momento, chi vola verso alcune delle destinazioni intercontinentali più importanti del network ITA non troverà questa opzione in fase di prenotazione.
Il vero incentivo: più Miles & More e più facilità nel rinnovare lo status
La parte ambientale è quella più visibile nella comunicazione, ma per molti frequent flyer il punto interessante sarà un altro: le Green Fare permettono anche di accumulare Miles e Points extra su Miles & More.

Ed è qui che il prodotto diventa molto meno “green” e molto più frequent flyer. Perché chi sceglie di pagare una tariffa superiore non contribuisce solo, almeno sulla carta, a sostenere SAF e progetti climatici: si mette anche nelle condizioni di rinnovare più facilmente lo status.

Nel nuovo mondo Miles & More, infatti, lo status si conquista e si rinnova con Points, Qualifying Points e HON Circle Points. Se una tariffa consente di ottenere Points extra, allora diventa automaticamente uno strumento utile per chi punta a mantenere Frequent Traveller, Senator o HON Circle. Tradotto: il passeggero paga di più, sostiene le iniziative ambientali indicate dalla compagnia e, allo stesso tempo, compra una scorciatoia lecita verso il rinnovo dello status.
Le Green Fare come nel caso del SAF di Flying Blue sono un modo per le compagnie di “scaricare” sulle spalle del passeggero la transizione ambientale e in tutta l’industria areonautica l’unico modo che funziona (ad oggi) è quello di tassare i frequent flyer garantendo un fast track (a pagamento) verso lo status.

Per il passeggero medio cambia relativamente poco: in fase di acquisto comparirà una nuova opzione tariffaria. Per chi vola spesso, invece, è un altro segnale del fatto che ITA non sta semplicemente collaborando con Lufthansa: sta diventando sempre più Lufthansa nella sostanza.
In conclusione
Le Green Fare sono uno di quei prodotti che vanno letti con attenzione. Da un lato è positivo che una compagnia renda più semplice contribuire all’uso di SAF e a progetti climatici; dall’altro non bisogna confondere questo con il fatto che il volo diventi automaticamente “verde”.

Il SAF resta ancora costoso, disponibile in quantità limitate e utilizzato in percentuali ridotte rispetto al carburante tradizionale. Le compagnie europee stanno spingendo molto su questi strumenti anche perché la pressione normativa e i costi ambientali sono destinati ad aumentare nei prossimi anni.
Per chi compra un biglietto ITA, quindi, la domanda sarà molto semplice: quanto costa in più la Green Fare rispetto alla tariffa normale? Se il prezzo sale troppo, rischia di diventare l’ennesima opzione bella da raccontare, ma poco interessante per chi deve davvero mettere mano al portafoglio.
Per i frequent flyer, però, il ragionamento è diverso: se quei Points extra aiutano a rinnovare lo status, allora la Green Fare non è più solo una scelta ambientale. Diventa una piccola leva strategica dentro Miles & More.
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