La più grande di tutte e sicuramente tra le più belle, ma non è perfetta: recensione Centurion Lounge Atlanta
Le Centurion Lounge, per noi europei, sono un miraggio. E quando si mette piede all’interno della più grande lounge di […]

Le Centurion Lounge, per noi europei, sono un miraggio. E quando si mette piede all’interno della più grande lounge di American Express ci si rende conto di quanto sia differente il passeggero medio europeo da quello a stelle e strisce.
In questo articolo:

Non è razzismo: è proprio nel DNA. Per un americano prendere un aereo è come, per noi, prendere un mezzo pubblico. Due amici possono decidere di volare dalle due coste, incontrarsi in lounge per una chiacchierata e poi tornare a casa. Noi fatichiamo ad andare a bere una birra con una persona che abita a 10 km da casa.
Location

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Per chi non è pratico dell’aeroporto di Atlanta, va detto subito: è enorme. Ci sono due terminal e 7 concourse. Questa è la casa di Delta: le altre compagnie americane volano qui perché, in un certo senso, sono “obbligate”; le poche altre presenti sono partner SkyTeam oppure hanno partnership specifiche con DL.

Questa lounge si trova al Molo E, vicino al gate E11. Per capirci: il mio volo partiva dal T20 e, per spostarmi da e per la lounge, ho impiegato circa 45 minuti. Quindi sì, si può fare senza problemi, ma bisogna considerare bene i tempi per gli spostamenti.
Accesso

L’accesso è uguale in tutte le Centurion Lounge nel mondo. Fortunatamente noi italiani, come tutti i titolari di carte Platino non emesse negli Stati Uniti, possiamo sfruttare accessi illimitati e un accompagnatore gratuito.

Certo, se come nel mio caso la lounge è piena, bisogna mettersi in lista e aspettare l’SMS con il QR code per accedere. Io ho aspettato circa mezz’ora: ovviamente anche questo va messo in conto, soprattutto se non si parte dal Molo E.
La lounge

Da quando era stata presentata non vedevo l’ora di entrarci. Purtroppo, per le motivazioni dette qui sopra, se fai scalo e hai poco tempo è troppo complicato venirci apposta.

La lounge è bellissima ed è davvero grande, ma, come detto, si riempie facilmente. Del resto, siamo nell’aeroporto più trafficato del mondo: non dovrebbe essere una sorpresa.

Passata la reception si intravede la prima delle due terrazze della lounge, poi si accede alla sezione principale.
Mi piace molto il modo in cui sono stati divisi gli ambienti.
La zona più luminosa è quella d’angolo. Qui si è isolati dal rumore e dalla folla, anche perché si è lontani dai bar e dalla zona buffet, ma c’è una piccola isola con le bevande calde.
Ci sono poi le due sale centrali. La prima è quella che ti fa dire “wow” appena entri: al centro c’è un bonsai enorme e, sul soffitto, un’opera d’arte. Qui si trova anche un’isola che potremmo definire “sana”, con bevande e smoothie.
La main room è quella che ospita il bancone del bar principale e i due buffet che, per colazione — ma credo anche oltre — sono assolutamente speculari nell’offerta.
C’è poi una zona più isolata e meno luminosa, con divanetti e piccole stanzine dove isolarsi da tutti. Inutile dire che io mi sono nascosto qui.

Ci sono poi le due terrazze. La prima è interna, una sorta di giardino d’inverno.
La seconda, invece, è affacciata sulla rampa.

A livello di servizi, però, pecca. Non c’è una spa, l’hanno tolta anche da JFK, non c’è una vera zona smart working e nemmeno un secret bar. C’è giusto una “Multipurpose Room”, dove però finiscono tutti quelli che sono alla caccia di un posto dove piazzarsi.
Food & Beverage
Qui devo dire che è stata una mezza delusione. Ci sono due bar, ma nessun barista.

Ok, gli americani hanno sempre il bicchiere in mano, ma anche il caffè: quindi perché non c’è un angolo come quello che è stato messo a JFK? Se vuoi una bevanda calda, ci sono solo macchinette.
L’offerta gastronomica è di livello e non scontata. Poi certo, non puoi sperare di trovare prodotti che gli americani non saprebbero mangiare: formaggio non spalmabile o pane bianco, solo per citarne due.
In conclusione

Avevo sentito polemiche sulla pulizia, invece devo dire che il personale era attento e presente. Il meccanismo della lista d’attesa evita il sovraffollamento e sicuramente ci tornerò, se dovessi passare da queste parti.
Anche perché qui Delta non ha minimamente intenzione di aprire una Delta One Lounge.
ATL































