Come su Ryanair, la fila horror in cui non devi sederti se voli British (e sei altre compagnie full-service europee)
Francesca, una designer di Rovato in trasferta di lavoro a Londra, aveva il 13B. “Ma – spiega – io odio […]

Francesca, una designer di Rovato in trasferta di lavoro a Londra, aveva il 13B. “Ma – spiega – io odio il posto in mezzo e in fila 30 ci sono finita perché era l’unico finestrino ancora disponibile quando ho fatto il check-in”. Già. Peccato che, salita a bordo, la designer abbia scoperto che il ‘posto finestrino’ 30A in realtà il finestrino non ce l’aveva e che alla sua destra c’era una gran bella parete di plastica. “Una vera fregatura – dice sconsolata sull’ultimo volo British Airways che da Heathrow porta a Milano Linate, il BA 580 – e pure un posto davvero claustrofobico”.
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Chi le scrive le era accanto qualche giorno fa, nel posto 30B, claustrofobico e pure coi braccioli condivisi. Anche se il ‘best seat in the house’ (in senso ironico, ovviamente) ce l’aveva il mio vicino di sinistra, 30C corridoio, che per mezz’ora abbondante si è beccato la ‘piacevole’ compagnia di chi si recava nei due bagni posti in coda all’Airbus A320-200 che ci stava riportando a casa.
Parlare di ‘posto finestrino-senza finestrino’ fa venire alla mente il celebre 11A che si trova sui Boeing 737-800 di Ryanair, la ‘superstar dei posti-fregatura’, visto che lì, almeno fino a poco tempo fa, si pagava per avere un posto finestrino che l’oblò in realtà non ce l’aveva.
Ma, vien da dire, è possibile che British Airways, un tempo compagnia regina in Europa, faccia volare sei suoi passeggeri in una fila ‘cieca’? Tra l’altro, il mio biglietto di sola andata costava 634 euro, mentre l’andata e ritorno della designer circa 800. Posti presi pochi giorni prima del volo, certo, ma con quei soldi ci vai in Economy in California, mica ‘alla cieca’ a Linate.
Il motivo per cui quei posti ‘esistono’ è che al posto della fila 30 dovrebbero esserci due bagni, con l’intera parete di fondo della cabina adibita a galley, cucina di bordo. Invece, per ficcare sei posti in più a bordo e arrivare così al totale di 180 (che è poi il numero di posti che la low-cost easyjet ha a disposizione sui suoi A320-200), British ha pensato di dimezzare il galley, ricavare due bagni lillipuziani in fondo all’aereo e guadagnare così spazio per quei sei sedili in più. Che se poi riesce a vendere alle cifre di cui sopra, è un bell’affare…
La ex compagnia di bandiera britannica non è comunque la sola a far viaggiare ‘alla cieca’ i passeggeri dell’ultima fila sui suoi A320-200 e A320neo: considerando solo le compagnie cosiddette (molto cosiddette) full-service europee, fanno lo stesso anche Iberia (sempre Gruppo IAG, come British) sui suoi A320neo (fila 32), Brussels Airlines sui suoi Airbus A319 (fila 25) e A320 (fila 31), Lufthansa (su alcuni A320, fila 32), SAS (sugli A319, fila 31), Austrian Airlines sui suoi A320, fila 31) e Swiss sui suoi A320 e A320neo (fila 38) e sugli A321-200 (fila 39).
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