Viaggiare con un infortunio, cosa portare per proteggere le articolazioni in volo
Il timing degli infortuni è quasi sempre pessimo. La caviglia si storce una settimana prima della partenza, il ginocchio che […]

Il timing degli infortuni è quasi sempre pessimo. La caviglia si storce una settimana prima della partenza, il ginocchio che ti dava fastidio da mesi decide di protestare proprio mentre stai per affrontare dodici ore in economy, il polso con la tendinite che avevi quasi dimenticato torna a farsi sentire nel momento sbagliato.
In questo articolo:
Annullare il viaggio non è quasi mai un’opzione. E allora si decide di viaggiare con un infortunio lo stesso, sperando che vada bene, spesso senza aver pensato a cosa portare per rendere le cose un po’ meno scomode. Qualche tutore nel bagaglio fa una differenza reale, a patto di scegliere quello giusto per il problema che hai.
Il problema specifico dei voli lunghi
Stare seduti per molte ore consecutive è già difficile per un corpo sano. Per un’articolazione che non funziona al 100% è peggio, per una serie di ragioni concrete.
La posizione seduta protratta riduce la circolazione nelle gambe e tende a far gonfiare le articolazioni, soprattutto caviglie e ginocchia. Lo spazio limitato in economy rende impossibile assumere posizioni che allevierebbero il carico su un’articolazione dolente. La pressurizzazione della cabina, che equivale a volare a circa 2.000 metri di quota, può amplificare la sensazione di gonfiore e pesantezza. E muoversi per il corridoio, che sarebbe la soluzione più ovvia, non è sempre pratico con un’articolazione instabile.
Avere con sé il tutore giusto risolve una parte di questi problemi. Non li elimina tutti, ma riduce il disagio di viaggiare con un infortunio in modo significativo.
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La caviglia
È l’articolazione più storta in senso letterale: una distorsione capita a tutti prima o poi, e spesso capita in viaggio o poco prima. Una caviglia che non è ancora del tutto guarita su un volo lungo soffre per la posizione fissa e il gonfiore.
Un tutore semirigido come l'Aircast A60è una delle soluzioni più diffuse tra gli atleti professionisti proprio perché è sottile abbastanza da stare dentro una scarpa normale, non limita eccessivamente il movimento e protegge l’articolazione dalle rotazioni laterali che causano le distorsioni. In viaggio questo significa poter camminare normalmente in aeroporto e restare supportati durante il volo senza dover togliere la scarpa.
Da sapere che se il tutore ha componenti metalliche rigide, potrebbe far scattare i metal detector. Tienilo presente ai controlli di sicurezza e mettilo in valigia prima del check-in se non vuoi rallentare la fila.
Viaggiare con un infortunio al ginocchio
Il ginocchio è l’articolazione che soffre di più della posizione seduta prolungata, specialmente se c’è un problema al menisco, ai legamenti o alla rotula. Lo spazio ridotto in economy, con le ginocchia quasi contro il sedile davanti, aggrava qualsiasi condizione preesistente.
Una ginocchiera a compressione leggera come una di queste aiuta a ridurre il gonfiore durante il volo e dà stabilità all’articolazione senza creare l’effetto costrittivo di un tutore rigido. È abbastanza sottile da stare sotto i pantaloni senza creare ingombro, il che conta su un volo lungo dove probabilmente ti cambierai in qualcosa di più comodo.
Se il tuo problema al ginocchio è più serio, con instabilità legamentosa o post-operatorio, la scelta del tutore va concordata con il medico. In quel caso potresti aver bisogno di qualcosa di più strutturato, e alcune compagnie aeree chiedono un certificato medico per chi sale a bordo con dispositivi ortopedici significativi.
Il polso
Il polso è meno coinvolto dalla postura del volo rispetto a caviglia e ginocchio, ma chi lavora molto al computer o ha problemi come tunnel carpale o tendinite sa che le ore di immobilità forzata in posizione innaturale possono peggiorare la situazione. Il bracciolo dell’aereo raramente si trova all’altezza giusta, e tenere il polso in una posizione scomoda per ore ha le sue conseguenze.
Un tutore leggero con stecca come l'Actesso mantiene il polso in posizione neutra durante il volo, riducendo il carico sui tendini. È traspirante, si regola con velcro e si toglie e rimette in pochi secondi. Comodo anche da usare durante le notti in hotel quando il problema tende a farsi sentire di più.
Le calze a compressione graduata
Non sono tutori nel senso stretto del termine, ma su un volo lungo sono lo strumento più utile per chiunque abbia problemi circolatori o semplicemente le gambe che gonfiano facilmente. Riducono il rischio di trombosi venosa e il gonfiore alle caviglie, e funzionano bene anche in combinazione con un tutore. Ne abbiamo parlato in maniera approfondita in questo articolo dedicato, con tutti i dettagli su come sceglierle e usarle.
Qualche consiglio pratico per viaggiare con un infortunio
Metti il tutore prima di salire a bordo, non a bordo. Farlo in uno spazio ristretto con il vicino accanto è scomodo per tutti. Alzati e cammina per il corridoio ogni ora e mezza o due ore, anche se l’articolazione non ti dà problemi. La circolazione ringrazia e il gonfiore si riduce.
Se prendi antinfiammatori o antidolorifici per gestire il dolore durante il viaggio, parla prima con il tuo medico. Alcuni farmaci influenzano la coagulazione del sangue, e su un volo lungo questa non è una variabile da trascurare.







