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Boeing patteggia 2,5 miliardi di $ per gli incidenti con il 737 MAX

Ammonta a ben 2,5 miliardi di dollari l'accordo che Boeing Company ha raggiunto con le autorità statunitensi per porre fine…

Ammonta a ben 2,5 miliardi di dollari l’accordo che Boeing Company ha raggiunto con le autorità statunitensi per porre fine al maxi-processo che la vedeva indagata per due indicenti aerei, uno nel 2018 e uno nel 2019, che hanno coinvolto il Boeing 737 MAX.

A questi si aggiungerà una multa di oltre 240 milioni di dollari, probabilmente non l’unica che sarà addebitata alla compagnia di aviazione.

Alla base un fatto gravissimo: durante i controlli da parte dell’autorità che regola l’aviazione statunitense riguardo questioni di sicurezza, alcuni dipendenti hanno ingannato Federal Aviation Administration riguardo alcuni elementi di design del 737 ma soprattutto sulle tempistiche di addestramento dei piloti sul nuovo modello.

Inoltre alcuni dettagli riguardanti la sicurezza dell’aeromobile erano stati nascosti ai piloti prima che l’agenzia approvasse il trasporto di passeggeri.


David Calhoun, ovvero l’amministratore delegato di Boeing, ha così commentato in una nota:

“Questa risoluzione è un serio promemoria per tutti noi di quanto sia critico il nostro obbligo di trasparenza nei confronti delle autorità di regolamentazione e delle conseguenze che la nostra azienda può affrontare se qualcuno di noi non soddisfa tali aspettative”

“La catastrofe dei 4 secondi”

E’ stata battezzato così dal Wall Street Journal uno degli incidenti del 737 MAX. Tutto avvenne così rapidamente che non c’è stato il tempo di ragionare e i piloti erano impreparati a gestire l’emergenza.

Le strumentazioni di bordo sono andate in tilt immediatamente dopo il decollo, i display che segnalavano l’altitudine, velocità, vento e altre informazioni davano dati completamente diversi da quelli del copilota e da lì una escalation che ha portato all’incidente.

Alla base di questa tragedia proprio l’errore di Boeing di presupporre che i piloti potessero gestire qualsiasi malfunzionamento, anche se le ore di addestramento del nuovo velivolo non erano sufficienti e i dati sulla sicurezza non erano completi.

Le lacune della Federal Aviation Administration

Indubbiamente Boeing ha pesanti colpe a riguardo, ma anche la negligenza delle FAA ha contribuito ai disastri.

E’ stata proprio la FAA a sminuire le preoccupazioni di alcuni piloti che avevano testato il 737, agghiaccianti alcune intercettazioni:

“Non sono ancora stato perdonato da Dio per tutto l’insabbiare che ho dovuto fare l’anno scorso”.

Un aereo “progettato da pagliacci con la supervisione di scimmie”.

Un velivolo “ridicolo” uno “scherzo”.

A queste comunicazioni la FAA aveva risposto che non vi era “alcun rischio per la sicurezza che non fosse già stato identificato come parte delle continue attività di verifica delle modifiche proposte per l’aereo”

Il software difettoso

La causa degli incidenti è stata individuata nei software anti-stallo montati sugli aeromobili.

I 737 MAX montano dei propulsori Ecosostenibili ed efficienti ma molto più ingombranti dei normali motori, rischiando di non avere la spinta necessaria per volare correttamente ed evitare lo stallo ad alte quote.

Per ovviare questo problema, il software in questione abbassava automaticamente il muso dell’aereo, per fare uscire il velivolo dallo stallo e riprendere velocità, solo che il software mandava in picchiata l’aereo e i piloti rispondevano tardivamente all’emergenza, tutto questo è stato nascosto in fase di approvazione, con conseguenze catastrofiche.

La sentenza

Il dipartimento di giustizia americano è giunto alla risoluzione con Boeing sulla base di diversi fattori, tra cui la natura e la gravità del reato e l’incapacità di Boeing di rivelare spontaneamente e tempestivamente la condotta del reato.

La condanna è quella di frode e falsificazione ai danni dello stato e degli organi di controllo, il risarcimento alle famiglie delle vittime non esclude comunque azioni personali future da parte dei cittadini coinvolti nelle tragedie.

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