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Lo Sri Lanka ha ufficialmente riaperto le sue porte ai turisti, però…

L'isola dell'oceano Indiano dopo tante false partenze (la prima riapertura doveva essere lo scorso mese di agosto) ha ufficialmente riaperto…

L’isola dell’oceano Indiano dopo tante false partenze (la prima riapertura doveva essere lo scorso mese di agosto) ha ufficialmente riaperto le frontiere ai viaggiatori e per ogni tipo di viaggio.

Questa notizia conferma come, dopo le Maldive e le Seychelles, siano proprio i paesi di quell’area i primi a voler riaccogliere il turismo e dare così un’importante scossa al tessuto economico che vive in gran parte dell’indotto generato dagli stranieri.

Come ottenere il visto per lo Sri Lanka

A partire da ieri, 21 gennaio, sono stati riattivati tutti i protocolli previsti in precedenza. Nel caso dei cittadini italiani devono ottenere il visto elettronico, detto ETA.

L’ETA è un’autorizzazione ufficiale per una breve visita in Sri Lanka ed è rilasciata elettronicamente dal Dipartimento per l’immigrazione e l’emigrazione. Il titolare dell’ETA ha il diritto di entrare nel Paese entro tre mesi dalla data di emissione del documento. Si consiglia di conservare una copia dell’approvazione ETA e di presentarla al porto di entrata in Sri Lanka.

I titolari dell’ETA devono soddisfare i seguenti requisiti nel punto di entrata e devono possedere:

  • Un passaporto valido per non meno di 6 mesi dalla data di arrivo.
  • Un biglietto di ritorno confermato.
  • Fondi sufficienti per far fronte alle spese durante il soggiorno.

L’ETA è inizialmente limitato fino a 30 giorni dalla data di arrivo e può essere esteso fino a sei mesi.

E’ possibile richiedere l’autorizzazione elettronica di viaggio (ETA) attraverso il sistema on-line tramite www.eta.gov.lk, che è istituito presso il Dipartimento per l’immigrazione e l’emigrazione in Sri Lanka. Le domande devono essere presentate elettronicamente solo in inglese e non sono richieste copie del passaporto, documenti o fotografie.

Immagine da PixBay

La campagna Hello Again

Sul sito ufficiale del turismo è stata attivata la sezione dedicata alla ripartenza, è possibile leggere tutti i requisiti e le regole per il soggiorno, che sono le seguenti:

  • Inviare un tampone negativo (PCR) entro 96 ore dalla partenza.
  • Prenotare in anticipo per soggiornare in uno dei 55 hotel approvati “sicuri e protetti” e i relativi trasferimenti.
  • Acquistare un visto sanitario da $ 12 che copre fino a $ 50.000 in cure mediche.
  • Compilare la dichiarazione sanitaria .
  • Sottoporsi ad altri due tamponi in hotel al 3 e al 7mo giorno e ad un tampone entro il 13mo giorno.
  • Se negativo dopo 14 giorni, i turisti possono lasciare l’hotel e avventurarsi per tutta l’isola.

Alcune soluzioni sono “copiate” dai paesi limitrofi. Anche le Seychelles richiedono l’invio del tampone negativo prima della partenza e, come per la Thailandia, sono state individuate delle strutture ricettive dove svolgere la quarantena. Una cosa importante è che non è stabilito un soggiorno minimo. Quindi se, ad esempio, si stesse cercando un resort dove andare al mare e non uscire per una settimana si potrebbe fare, cosa non fattibile ad esempio in Thailandia.

Oltre a questo gli ospiti possono uscire dalle strutture protette per visitare alcune destinazioni, seguendo i protocolli previsti.

In conclusione

Certo 14 giorni in hotel non sono il massimo, ma ci sono alcune strutture che possono tranquillamente far dimenticare di non poter uscire. Tutti i dettagli sono disponibili sul sito del ministero del turismo.

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