Volare in First con Swiss da Ginevra a New York. Il trip report di Riccardo - The Flight Club
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Volare in First con Swiss da Ginevra a New York. Il trip report di Riccardo

I trip report dei lettori In questi mesi molti lettori ci hanno scritto di voler collaborare con la nostra redazione,…

In questo articolo:

    I trip report dei lettori

    In questi mesi molti lettori ci hanno scritto di voler collaborare con la nostra redazione, abbiamo sempre detto che siamo più che felici di pubblicare le recensioni dei viaggi di “turisti normali” e non di addetti ai lavori come noi, così come dare spazio ad altri appassionati del mondo dei punti. Adesso che abbiamo parecchi spunti iniziamo nel modo migliore, con un viaggio non da tutti i giorni, una prima classe con Swiss, uno dei 4 vettori europei ad offrire sui propri aerei la cabina di prima classe.


    Il racconto di Riccardo

    Ho viaggiato in First da Ginevra a New York. La gita nella Grande Mela è stata programmata con poco anticipo, il costo dei biglietti era dunque più elevato del costo medio di questa tratta. Dopo alcune considerazioni dettagliate, ho deciso di optare per un biglietto premio, o meglio due (uno per ogni passeggero).

    Prima di partire: to redeem or not to redeem (and how)

    Un passo indietro: avevo deciso di partire da Ginevra, l’opzione più comoda era di conseguenza Swiss, compagnia del gruppo Lufthansa, con un volo diretto che ci consentisse di arrivare a JFK in tempo per salutare un nostro amico. Come è noto, per riscattare un biglietto premio è possibile utilizzare il programma fedeltà di una qualsiasi compagnia partner di Star Alliance, oltre a quello di Swiss (Miles&More, lo stesso di Lufthansa, Austrian e Brussels Airlines).

    C’erano dunque diverse opzioni a disposizione per realizzare il mio obiettivo. Nel mio caso, in base ai punti accumulati in diversi programmi, le alternative erano:

    1. miglia Miles&More – usufruendo anche dello sconto del 50% sul secondo biglietto premio, uno dei benefit dei membri Senator;
    2. punti del programma di fedeltà alberghiero Marriott Bonvoy (MB) – convertendoli in miglia di un partner Star Alliance;
    3. punti Membership Rewards (MRs) di American Express – convertendoli in miglia di un partner Star Alliance.

    Per massimizzare il valore di redemption punti/miglia, ho scelto l’opzione 1. Prima di spiegare perché ho scartato le altre due, approfondiamo un attimo i passi per mettere in atto le altre due strade.

    Opzione 2: Il programma MB gode di un rapporto privilegiato con il partner americano di Star Alliance, United Airlines, consentendo di trasferire punti da Marriott a United ottenendo sia una conversione migliore del 10% rispetto alle altre compagnie (1.1 miglia UA ogni 3 punti MB) sia un bonus di 5.000 punti ogni 60.000. Il programma di redemption di UA è tra l’altro tra i più convenienti (oltre che tra i più efficienti, in termini di ricerca e gamma di offerta) perché non applica il costo delle fuel surcharges (applicate da alcuni vettori, oltre alle tasse). Ne consegue che il costo di miglia è inferiore rispetto ad altri partner. Per esempio, Miles&More chiede un supplemento di miglia per non pagare le surcharges, il cui costo è maggiore in business che in economy.

    Opzione 3: Un’alternativa è utilizzare invece una compagnia partner di Star Alliance tra quelle convenzionate con American Express Italia per convertire punti MRs, come SAS o Asia Miles.

    La ragione per cui non ho optato per nessuna di queste due, nonostante avessi molti più punti MB e MRs che miglia Miles&More, è duplice: per nessuna di queste due opzioni avrei potuto utilizzare lo sconto senator del 50% sul secondo biglietto; i tassi di conversione di punti in miglia sono davvero svantaggiosi (una perdita che oscilla tra il 20% e il 66%).

    Ho dunque infine optato per usare i punti M&M per due biglietti solo andata in Business, Ginevra-New York. È stata una scelta combattuta perché in questo momento è attivo lo status booster di M&M (fino al 30 giugno), che dà doppi punti Status su ogni tratta e un bonus di ulteriori 2.000 punti Status per ogni volo intercontinentale. L’opzione che più mi allettava era dunque comprare i biglietti in economy (costo paragonabile alle surchages + tasse del biglietto premio) e utilizzare i punti per l’upgrade, il cui costo era superiore paragonabile in termini di miglia a quello del biglietto premio. In questo scenario però, non avrei potuto usufruire dello sconto companion, valido solo sui biglietti premio e non sugli upgrade.

    Fine della digressione strategica, siamo pronti a partire.

    In aeroporto

    Sono arrivato a Ginevra con largo anticipo. Piccolo problema: durante il check-in online non mi dava alcuna opzione per due posti vicini: io e il mio amico avremmo dovuto viaggiare separati. Arrivato in aeroporto ho provato a chiedere al check-in se la situazione fosse cambiata, come immaginavo la risposta è stata negativa e mi è stata paventata la soluzione di verificare a bordo la disponibilità di altri passeggeri che viaggiassero da soli a un cambio posto. Per non rischiare (e soprattutto per curiosità della First di Swiss), ho chiesto se ci fossero invece dei posti in First Class e se questi fossero vicini. Così era: offerta di 1300 CHF per ogni posto per un upgrade in First class, posti accanto.

    Una volta acquistato l’upgrade ed effettuato il check-in, ho atteso che venissero aperti i controlli di sicurezza (erano le 4:30 del mattino). Verso le 5 ho passato i controlli di sicurezza attraverso il fast track e mi sono seduto nei pressi della Lounge Senator, che avrebbe aperto alle 6. Al check-in avevo chiesto se ci fosse anche a Ginevra una First Class Lounge e mi era stato risposto affermativamente. La segnaletica in aeroporto però era contraddittoria e portava o alla Lounge Business Class o a quella Senator. In attesa che una delle due aprisse per chiedere lumi, ho controllato sull’app Priority Pass (cui ho accesso tramite American Express Platino) se ci fossero altre lounge già operative: a Ginevra, Priority Pass dà accesso tra le altre alla Lounge Air France, la più mattiniera (apre alle 5:30). Sono entrato lì con la mia carta Priority Pass, una lounge molto piccola (addirittura l’accettazione è posta alla fine della sala, perché manca spazio all’ingresso) e con una scarsa selezione (perlopiù cibo pre-incartato), in attesa di trasferirmi in Lounge Lufthansa.

    Un consiglio: se mai vi venisse in mente di volare in First con Swiss, vi consiglio di farlo da Zurigo. L’aeroporto di Zurigo ha infatti un terminal dedicato esclusivamente ai passeggeri di First Class con Swiss (così come il terminal First Lufthansa a Francoforte); è previsto anche l’imbarco con un transfer dedicato. L’esperienza all’aeroporto di Ginevra (terminal B) è invece piuttosto deludente. Al check-in mi era stato confermato che la lounge First era aperta, ma quando ho chiesto in lounge alle 6, ho scoperto che le uniche sale operative al momento del viaggio (inizio maggio) erano quelle di Business e quella Senator. Ai passeggeri di First è riservata una piccola area della lounge Business (nemmeno della Senator), tra l’altro molto lontana dal buffet.

    Poco male, si direbbe, dal momento che è previsto un servizio che attinge anche all’area buffet. Nondimeno la selezione di bevande qui è ridotta a tre bottiglie (tra cui un buono champagne) e della frutta e il servizio in tarda mattinata diventa più affollato e meno efficiente; inoltre, le altre aree della lounge sono più carine e confortevoli.

    Ho passato qui diverse ore in attesa del mio volo e dell’arrivo del mio compagno di viaggio. Abbiamo poi attraversato il controllo passaporti – come sempre, fila unica per tutte le classi di viaggio – per poi giungere al nostro gate. Qui, a differenza di quel che avviene altrove con i voli intercontinentali (penso a Zurigo e New York), i passeggeri del gruppo 1 non hanno accesso prioritario, ma il loro imbarco è gestito in simultanea con il gruppo 2 (cosa che avviene di solito solo sui voli locali o internazionali). Nondimeno, l’hostess di terra che aveva verificato i nostri passaporti al gate ha avuto la premura di farci passare avanti.

    A bordo

    Le procedure di imbarco dei voli intercontinentali sono spesso lunghe, dunque salire per primi consente di godersi l’esperienza, iniziando da subito a bere champagne. Qui la scelta dello champagne non può che entusiasmare gli estimatori: Laurent Perrier Grand Siècle.

    La configurazione della first class Swiss su questo Airbus 330 prevede una formazione 1-2-1, per un totale di 6 posti di First. Lo spazio a disposizione è davvero ampio, con una seduta in pelle di fronte alla poltrona in stoffa, che ovviamente si stende completamente.

    Il comfort maggiore e sicuramente il dettaglio scenografico in un contesto senza dubbio minimal è certamente il tavolo in legno massiccio, molto spesso e apribile in due, che consente anche a due persone di sedersi uno di fronte all’altro.

    Se anche si viaggia da soli, i posti centrali vicini hanno un separé che si può alzare per avere privacy.

    Al nostro ingresso a bordo siamo stati subito accolti dalle due hostess dedicate alla cabina di First, che ci hanno consegnato il nostro kit:

    • cuscino e coperta;
    • Una bottiglie d’acqua e delle calze di bordo (di colore scure, a differenza di quelle rosse in business);
    • Un welcome kit realizzato in collaborazione con Bally (chi? Esattamente; quello in business è in collaborazione con Victorinox) che include un fazzoletto, dei prodotti cosmetici e delle cuffie, una mascherina, spazzolino e dentifricio Elmex, calzascarpe, pettine, e delle caramelle ricola all’interno di un necessaire.
    • Un pigiama di Zimmerli, molto bello e comodo.
    • Delle pantofole brandizzate Swiss First;
    • Delle cuffie;
    • Un voucher di 50 MB per connettersi al Wi-Fi di bordo.

    La poltrona di fronte alla propria ha sulla sinistra uno spazio dove è possibile inserire giornali, carte o il pc. Il bagaglio piccolo si può inserire sotto la seduta frontale. I monitor sono ampi, la qualità delle cuffie però non di particolare rilevanza – a quando le cuffie con noise cancelling? Sulla destra, una pulsantiera e un telecomando consentono di controllare la poltrona (diversi livelli di reclinazione, durezza/morbidezza della poltrona in varie parti, opzione massaggio) e del monitor di bordo. Come già menzionavo, su tutto spicca la bellezza del tavolo in legno massiccio, anche questo regolabile su un asse a diverse distanze dalla poltrona.

    Il servizio

    La maître della cabina First è stata di una cordialità eccezionale, un servizio attento ma mai ingessato. È venuta subito a darmi il benvenuto come membro Senator, specificando che era felice di dare precedenza al mio ordine per il pasto, essendo l’unico Senator in cabina (nessun HON member nemmeno).

    Il pranzo è stato servito circa 45 minuti dopo il decollo. Dettagli nel paragrafo dedicato, ma faccio già spoiler sui formaggi come vero highlight del pranzo – li ho gustati diverse ore dopo il pranzo, perché ero davvero molto stanco e mi addormentavo tra una portata e l’altra.

    “È inutile continuare con questa tortura – mi ha detto la hostess italofona, con dolce gentilezza – le preparo il letto e tengo il formaggio da parte per quando si sveglierà”.

    Ho un’idea diversa di cosa sia la tortura, ma accetto di buon grado l’offerta.

    Mi sono alzato e la poltrona è stata interamente stesa per inserire un materasso (non troppo spesso, ma comodo), un ulteriore cuscino e un piumone molto confortevole. Mi sono svegliato diverse ore dopo reclamando i formaggi che probabilmente ho anche sognato – e ancora, per diverse notti a seguire

    Nei voli diurni è raro che i passeggeri dormano, quindi le hostess hanno simpaticamente scherzato su questo. Sono state anche molto gentili nel rispondere ad alcune nostre curiosità sulle policy Swiss rispetto ai viaggi intercontinentali (che prevede soste tendenzialmente più brevi di altre compagnie per il personale di bordo) e a consentire al mio compagno di viaggio di incontrare il pilota una volta atterrato l’aereo.

    Food & Beverage

    Ci sono stati altresì consegnati i menù di bordo, cibo e bevande. All’entusiasmo per il Laurent Perrier Grand Siecle è subito subentrata la delusione per il fatto che fosse l’unica opzione di champagne a bordo – a differenza di altre first che consentono maggiore scelta, come per esempio Parigi.   

    Il pranzo viene servito in più portate con un servizio del tutto paragonabile ad un ristorante. La qualità del cibo è alterna e non si distanzia troppo da pietanze che mi è capitato di assaggiare anche in Business in passato (il salmone crudo, sempre ottimo; il filetto di manzo, troppo cotto a questo giro per il mio gusto). Anche il risotto più bello che buono.

    Vero tocco di classe gastronomico invece la selezione di formaggi svizzeri, davvero strepitosi.

    In conclusione

    L’esperienza a terra con Swiss non vale certamente la pena. L’esperienza a bordo è superiore alla business e giustifica a mio avviso il costo dell’upgrade. Resta la curiosità di provare la Swiss First da Zurigo, partendo dal terminal dedicato.

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