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Come cambierà la stagione sciistica a causa del lockdown

Gli italiani amano la neve: il 71% ha dichiarato di aver sciato almeno una volta nella vita e 2,5 milioni…

Gli italiani amano la neve: il 71% ha dichiarato di aver sciato almeno una volta nella vita e 2,5 milioni e mezzo sono gli habitué di sci e snowboard.

Quest’anno, però, le cose saranno un po’ diverse: la seconda ondata del coronavirus ha seriamente compromesso la stagione sciistica o, almeno, è ciò che sta facendo. Con molte delle località montane in zona rossa, gli impianti chiusi come gli hotel, gli amanti dello sci si stanno chiedendo cosa ne sarà della loro settimana bianca.

Non che sia il più grave aspetto della pandemia, sia chiaro. Ma lo sci è molto più che uno sport: è passione, è amore, è un contatto con la natura che suscita emozioni. E i proprietari degli impianti e degli alberghi di montagna iniziano a temere che, per tutto il 2020-2021, dovranno dire addio a ospiti e clienti.

Come sarà la stagione sciistica in Italia

Sarà l’andamento della curva epidemica a dire quando (e se) la stagione sciistica potrà ricominciare. La pressione è tanta, considerando i circa 9 miliardi di euro di indotto (di cui 1,2 proveniente dai soli impianti).

Lombardia, Piemonte, Val d’Aosta, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Veneto e Abruzzo premono affinché riaprano gli impianti in totale sicurezza. Sicurezza che potrebbe comprendere alcune regole:

  • limitazione del numero di presenze giornaliere (e quindi vendita di un numero limitato di skipass ogni giorno)
  • misure più morbide nelle zone gialle, capienza ridotta nelle zone arancioni (si parla del 50%), chiusura totale nelle zone rosse
  • pieno carico della discesa a valle, in caso di bufera o temporale

Tuttavia, la preoccupazione di chi gestisce gli impianti non è poca. I costi di gestione sono davvero alti e con una capienza ridotta della metà, il timore è che i guadagni non siano sufficienti.

La decisione del Governo

A frenare ulteriormente gli entusiasmi ci ha pensato il Governo che, per il momento, ha dichiarato di non voler riaprire gli impianti. Sicuramente resteranno chiusi durante le feste e, molto probabilmente, anche durante il resto della stagione invernale: troppo alto il rischio di assembramento e dunque di contagio, non tanto sulle piste quanto in tutti i luoghi che fanno da contorno allo sci.

La volontà del premier Conte è quella di raggiungere un accordo con Francia, Austria e con l’UE in generale per trovare una soluzione comune e per evitare che gli sciatori italiani, con gli impianti chiusi, varchino i vicini confini per il tanto amato turismo bianco.

Che fare dunque? Data l’incertezza della situazione, se proprio vuoi prenotare le tue vacanze sulla neve il consiglio è di cercare date libere a stagione sciistica inoltrata, per evitare di incorrere in cancellazioni quasi ovvie.

Meglio rimandare la propria settimana bianca a febbraio-marzo, o persino oltre (ci sono montagne in Italia, in cui si scia fino a maggio), avendo cura di scegliere biglietti rimborsabili/modificabili se si viaggia in aereo. Fai attenzione anche all’hotel, assicurandoti di sceglierne uno che ti consenta di cancellare la prenotazione anche last-minute senza incorrere in penali.

Si può sciare all’estero?

Ti stai chiedendo se all’estero potrai sciare? Se potrai andare in Slovenia con la tua auto, partendo da Milano, o se potrai volare in Austria da Roma? Difficile dirlo, al momento. I Paesi europei stanno ancora cercando di capire come muoversi, visto che la curva epidemiologica è problematica un po’ ovunque. L’Austria, ad esempio, sta pensando di riaprire per Natale. La Germania vorrebbe farlo l’1 dicembre, la Francia deciderà entro dieci giorni.

Va controcorrente invece la Svizzera. Unico Paese dell’arco alpino ad aver aperto i suoi impianti, permette ad oggi di sciare a Verbier, Crans Montana, Andermatt, Davos e Zermatt. Tuttavia, non è detto che gli italiani vi potranno andare: sicuramente non potrà farlo chi è in zona rossa, ma anche per gli altri la situazione è incerta. Anche perché le località sciistiche svizzere hanno introdotto diverse limitazioni: mascherina indossata sin dal parcheggio, tavoli da quattro nei ristoranti, distanza interpersonale di 1,5 metri, località a numero chiuso come Andermatt (che accetta 1.000 sciatori al giorno, previa prenotazione online).

Sarà dunque una stagione sciistica decisamente sui generis, piena di domande, suscettibile di cambiamenti. Sarà in balia dell’andamento del contagio, delle decisioni del Governo, ma non è detto che si debba rinunciare a salire sugli sci. Probabilmente, serviranno solo un po’ di pazienza e molta programmazione.

Quello che è certo è che se vogliamo andare in vacanza non ci resta che puntare a una destinazione al caldo e aperta al turismo come Malta o l’isola di Madeira in Portogallo, se non possiamo sciare almeno possiamo cercare di abbronzarci un po’ godendo del sole anche in inverno.

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