Crociere

La mia prima crociera come MSC Voyagers Diamond, molto fumo e poco arrosto

Qui a TFC ci piace parlare di come sfruttare al massimo i privilegi legati allo status élite delle compagnie aeree,…

Qui a TFC ci piace parlare di come sfruttare al massimo i privilegi legati allo status élite delle compagnie aeree, alberghiere e, come in questo caso, di una delle principali compagnie crocieristiche mondiali.

E’ la prima volta che mi imbarco su una nave MSC e, grazie alla campagna di Status Match della compagnia, ho potuto salire a bordo direttamente dal livello Diamond, ovvero il più alto.

La procedura per ottenere lo status è stata velocissima e si è conclusa in pochissimo tempo. Ho usato il mio status Diamond nel programma Hilton Honors e ho ottenuto l’equivalente nel programma fedeltà Voyagers Club di MSC.

I programmi fedeltà delle compagnie di crociera non sono paragonabili a quelli delle compagnie aeree o degli hotel, questo però non ne sminuisce il valore.

L’esperienza a terra

Forse l’unica cosa che accomuna aerei ad hotel e navi è il momento del check-in, e tutti i programmi fedeltà offrono la priorità di imbarco. La prima delusione è stata appunto al momento di lasciare i bagagli e procedere all’imbarco.

All’arrivo al Ponte dei Mille, home Port di MSC a Genova, veniamo incolonnati tutti nella medesima fila, l’unico trattamento di favore è riservato ai passeggeri che viaggiano nelle cabine Yacht Club, quelle che potrebbero essere paragonate alla first class a bordo di un aereo.

Drop off dei bagagli dedicato, area check-in dedicata e butler (maggiordomo) che ti scorta a bordo facendoti passare davanti a tutti gli altri passeggeri.

Avere lo status Diamond, sebbene comprenda (almeno in teoria) il diritto all’imbarco prioritario, nella realtà non si traduce in nessun vantaggio. Così come tutti gli altri ospiti, bisogna attendere in auto che gli addetti completino il controllo dei documenti e il personale ritiri i bagagli. Al contrario quando si viaggia in Economy in aereo, ma si ha uno status elevato, si possono usare anche i banchi dedicati ai passeggeri premium.

Una volta entrati dentro il terminal crociere, la musica non cambia. Non esistono percorsi prioritari, o meglio ci sono ma a causa del Covid sono stati eliminati, e la corsia riservata risulta chiusa e disponibile solo ai passeggeri con neonati o persone con difficoltà negli spostamenti. Anche il controllo di sicurezza, quello classico del metal detector, è unico, salvo vedersi “sorpassati” dai passeggeri YC. Il Covid ha ridotto i servizi, ma evidentemente non per tutti.

A bordo essere Diamond non serve (praticamente) a nulla

Abbiamo scelto di viaggiare con questa compagnia per provare la MSC Seaside, una crociera che normalmente naviga ai Caraibi e che, causa Covid-19, per la prima volta da quando è stata varata, opera nel Mediterraneo.

Dopo 48 ore a bordo, posso dire che essere Diamond, o non avere alcuno status, non ha alcuna differenza. L’aspetto che mi ha lasciato più perplesso è la totale mancanza di un percorso privilegiato. Solitamente c’è sempre un desk dedicato ai clienti élite e, in caso contrario, è sostituito da un corridoio prioritario. Qui, invece, il nulla.

Su tutte le altre compagnie di crociera con cui ho viaggiato, da Royal Caribbean a Carnival, ma anche in Costa Crociere, per gli iscritti al programma fedeltà esiste la possibilità di dialogare con un team dedicato.

Da una compagnia come MSC mi sarei aspettato un approccio molto più “americano” al mondo dei frequent cruiser, ad esempio su RCCL si percepisce moltissimo l’importanza che viene data a tutti i passeggeri fedeli al motto “Loyal to Royal”.

Non solo, i benefici sono stati ridotti senza alcuna comunicazione preventiva, semplicemente quello che viene detto è “non c’è più a causa del Covid”.

Così in una nave piena, dove si balla bordo piscina e lo spazio tra un lettino e l’altro è esattamente come prima, la festa per i clienti Diamond, invece, viene cancellata, nonostante siano tutti vaccinati e tamponati, per ridurre i rischi del mancato distanziamento sociale.

Stessa sorte per la foto con il comandate. Certo, è un rischio per la massima autorità di bordo incontrare migliaia di passeggeri, ma credo che la photo opportunity con i clienti più fedeli non crei più pericoli di quando gli ufficiali girano e si fermano a parlare con gli ospiti per la nave.

In cabina, nei ristoranti e in giro per la nave

La cabina mi è stata rilasciata con quasi un’ora di ritardo rispetto all’orario comunicato, anche in questo caso non ho visto particolare cura per lo status. 

Se a bordo di Singapore Airlines o Lufthansa, quando si possiede un livello élite paragonabile al Diamond, si viene “riconosciuti” anche quando si viaggia in cabine non premium, qui non c’è differenza di trattamento.

Al ristorante il Maitre, figura che oramai è sempre più rara, non si è minimamente visto al tavolo e il servizio non ha avuto alcun boost o trattamento di favore. Per fare un paragone, sulle navi più moderne di Costa Crociere i passeggeri con lo status Perla Diamante hanno a disposizione addirittura un ristorante riservato.

Stesso discorso per gli spazi comuni: se i passeggeri Yacht Club hanno le loro zone riservate inaccessibili al resto degli ospiti, per i clienti Diamond, o Gold, nessun privilegio. Ci sono compagnie che riservano ai clienti élite i posti migliori a teatro o nelle piscine, qui nulla di tutto questo.

In conclusione

Certo, in cabina erano presenti gli accappatoi e la frutta. Abbiamo ricevuto la bottiglia di spumante, usufruito degli sconti e degli altri privilegi come la cena offerta in un ristorante a nostra scelta. Benefit che sicuramente rendono migliore la crociera, ma non fanno sentire speciale il passeggero, cosa che mi sarei aspettato da questo status.

L’unica considerazione che mi sento di fare è legata alla facilità con cui MSC regala lo status match, cosa che non succede in quasi nessun’altra compagnia di crociera. E questo potrebbe essere, quindi, uno dei motivi per cui il servizio è meno esclusivo di quanto ci si potrebbe aspettare.

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