Airmageddon a Londra Heathrow, la mia valigia è dispersa. Io so dove è ma nessuno mi aiuta - The Flight Club
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Airmageddon a Londra Heathrow, la mia valigia è dispersa. Io so dove è ma nessuno mi aiuta

Usare le airtags per controllare i propri oggetti, sopratutto le valige imbarcate è l'unico modo per avere una speranza di…

La settimana scorsa sono decollato da Londra per il mio pazzo giro del mondo.

In questo articolo:

    Sabato mattina alle nove avevo il primo volo da Londra a Francoforte e poi da Francoforte a Tokyo, le tappe successive mi hanno portato a Sydney, Auckland, Honolulu e Vancouver.


    Oggi, domenica 17, otto giorni dopo essere decollato sono ritornato a Londra, con un volo di Air Canada. E da Londra sono ripartito in direzione Nizza e da qui a casa.

    La mia valigia, imbarcata ad Honolulu, questa volta è regolarmente arrivata sul nastro della consegna in pochi minuti. La situazione però in tutto lo scalo è ancora caotica.

    Non ci sono più i mucchi di bagagli abbandonati, ma le valige sparse qua e là si vedono ancora.

    Un passo indietro

    Consapevole dei problemi in giro per mezza Europa, avevo deciso di volare nella capitale inglese il giorno prima, dormire vicino all’aeroporto e la mattina presentarmi per la partenza puntuale e riposato.

    In effetti è andato (quasi) tutto liscio  se non fosse che il mio bagaglio non è mai arrivato sul nastro trasportatore del terminal 3 dove sarebbe dovuto arrivare qualche minuto dopo l’atterraggio.

    Il tracking dei bagagli

    In questi ultimi anni c’è stata una grande evoluzione tecnologica a riguardo, le compagnie hanno sviluppato sistemi che in tempo reale informano, tramite le app ufficiali, dove si trovano i bagagli e addirittura c’è chi, come Delta, che riconosce ai passeggeri un risarcimento in miglia se il bagaglio non arriva sul nastro entro 21 minuti.

    Ci sono stati anche tentativi di gadget tecnologici come piccoli device gps da piazzare nelle valige, fino all’etichetta elettronica riutilizzabile di British Airways.

    Io da oltre un anno, le rare volte che imbarco una valigia, posiziono sempre un airtags all’interno. E’ piccolo, non crea problemi di interferenze, non ingombra e soprattutto a differenza di tutti gli altri sistemi mi garantisce la massima probabilità di far saltare fuori, prima o poi il mio bagaglio.

    Ne avevo giusto scritto qualche giorno prima della mia partenza, raccontando come in un viaggio verso Brimigham, via Parigi, avevo seguito la mia valigia.

    Il bagaglio mai arrivato

    Quando venerdì pomeriggio sono arrivato a Londra e ho visto il caos nella zona dei nastri trasportatori ho immediatamente controllato dove era il mio bagaglio. L’ultimo segnale risultava ad Amsterdam. Dopo oltre due ore dall’atterraggio ho deciso, come altri passeggeri di andare a fare rapporto per il mancato arrivo della mia valigia.

    Per attivare le assicurazioni e le richieste di compensazione verso la compagnia è necessario compilare il PIR (Property Irregularity Report). E nel caso di un viaggio in UK è obbligatoria anche la dichiarazione doganale.

    Quando si compila il PIR si chiede anche alla compagnia dove recapitare il bagaglio, nel mio caso ho evitato di chiedere di farmi recapitare il bagaglio in una delle tappe intermedie del mio giro del mondo, semplicemente perchè reputavo impossibile scommettere quando e dove ci saremmo potuti incontrare. Ho quindi chiesto che venisse spedito alla mia abitazione.

    La mattina successiva, quando mi sono svegliato, ho visto che il mio bagaglio era nei pressi del T3 di Heathrow, l’ufficio bagagli smarriti riapriva alle 8, il mio volo dal T2 alle 9.45, troppo alto il rischio di perdere il volo cercando di recuperare il bagaglio, considerato il caos che c’era al T2 è stata una decisione saggia altrimenti avrei (forse) recuperato il bagaglio ma perso tutti i miei voli.

    Sono quindi partito senza valigia con solo quello che avevo addosso e nel bagaglio a mano.

    Nessuna news dalla compagnia

    Oggi, a distanza di 9 giorni da quando sono atterrato a Londra a bordo del volo KL1031 non ho più ricevuto alcuna informazione da parte della compagnia: se non fosse per l’airtags inserito in valigia, non saprei che fine hanno fatto le mie cose.

    In questa settimana mentre ero letteralmente dall’altra parte del pianeta, vedevo la mia valigia spostarsi prima nella zona del T3, e poi al T2. A quel punto speravo fosse il preludio del ritorno a casa e invece nulla. Da 4 giorni la mia valigia, o perlomeno il mio airtag è immobile da qualche parte nel terminal 2 da cui partono i voli delle compagnie dell’alleanza Star Alliance.

    Come funzionano gli airtags

    Grandi come delle monete si collegano via bluetooth ai dispositivi Apple nelle vicinanze. Non c’è necessità di configurare nulla, il sistema è incluso nei dispositivi iOS e permette di trasmettere, in totale privacy, un segnale al proprietario dell’airtag.

    Il mio arrivo a Heathrow

    Oggi sono arrivato a Londra Heathrow da Vancouver, ho recuperato la valigia che ho imbarcato alle Hawaii e, visto che la mia valigia risultava nella mia stessa posizione, ho chiesto aiuto ai vari desk.

    Niente da fare, KLM parte dal T3 quindi sono stato indirizzato qui.

    Prima ho provato a chiedere ai banchi del check-in di AirFrance-KLM, ma mi è stato spiegato che loro non hanno controllo, ho quindi camminato dalle partenze fino agli arrivi e provato a chiamare una decine di volte dal telefono di servizio senza risposta.

    Ho provato a chiamare, mentre ero in coda per passare i controlli di sicurezza, il numero che mi era stato lasciato al momento della denuncia. Rispondono ma non riescono a passarmi nessuno di KLM.

    In tutto questo la cosa assurda è che secondo la app mi trovavo a meno di 100 mt da dove era stato rilevato il mio bagaglio, ma ovviamente non si può girovagare per i magazzini sotterranei di un aeroporto e al momento le informazioni sull’altitudine dell’oggetto smarrito non sono rilevate.

    Morale della favola sono ripartito per Nizza senza il mio bagaglio, che continua ad essere da qualche parte dentro il T2.

    Compensazione e risarcimento

    Come dico spesso muoversi in questo periodo senza una adeguata copertura assicurativa è follia, troppo alti i rischi di rimanere bloccati o ancora peggio risultare positivi lontano da casa. Dopo aver aperto la segnalazione ho fatto richiesta di rimborso alla compagnia e domani farò richiesta di risarcimento all’assicurazione.

    In questo caso la mia American Express Alitalia Platino è una delle carte con la miglior assicurazione viaggi disponibile sul mercato e prevede una copertura dei costi sostenuti per le spese “in emergenza” fino a poco meno di 3000€.

    Ho dovuto comprare tutto, dalla valigia agli indumenti. Considerando che volavo nell’emisfero australe dove attualmente è inverno, sono stato costretto ad acquistare dalle mutande alle giacca invernale, tutta roba che era dentro la mia valigia.

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