Hilton Auckland, posizione fantastica ma manca qualcosa - The Flight Club
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Hilton Auckland, posizione fantastica ma manca qualcosa

L'Hilton Auckland ha una posizione unica in mezzo alla baia della città con una vista mozzafiato sullo skyline, come nessun…

In questo articolo:

    Il secondo albergo dove ho fatto tappa nel corso del mio giro del mondo è stato Hilton Auckland, in Nuova Zelanda. Tutti gli hotel che ho scelto per questa pazzia avevano un’unica cosa in comune: il mare.


    Le 4 strutture che ho prenotato infatti sono tutte sul mare, sarebbe meglio dire dentro il mare e questo hotel è proprio circondato.

    Prenotazione

    Come sempre si prenota solo tramite la app di Hilton, grazie allo status Diamond è possibile ottenere upgrade gratuiti, la colazione e molti punti bonus per ogni soggiorno. Prima di prenotare, però, ho controllato se l’hotel partecipava al programma FH+R di American Express per massimizzare la raccolta punti e sfruttare il ricco bonus del momento. Purtroppo però questo hotel non è in questo programma.

    In questo caso per prenotare ho usato i punti, il costo della notte è stato di 51k Hilton Honors, a fronte di un costo della stanza di 400 NZD, circa 250 euro. Non una conversione impossibile, ma considerato che ho oltre 400k punti sul mio conto ho preferito non pagare cash.

    Location

    L’hotel si trova sulla punta di Princes Wharf, più vicino di così al Waitematā Harbour, senza bagnarsi, è impossibile andare.

    Si raggiunge in circa 45 minuti di uber dall’aeroporto e da qui ci si può spostare a piedi tranquillamente per tutta la parte di downtown, sino all’iconica Sky Tower, uno dei simboli della città, o al quartiere CBD, quello della vita notturna.

    Vista la presenza di tantissimi monopattini elettrici free flow in giro per la città, li ho usati per spostarmi durante il mio soggiorno, senza alcun problema.

    Check-in

    Sono arrivato verso le 19 in hotel, avevo già completato il check-in online e quindi tutto è stato molto veloce. Non avevo ricevuto alcun avviso di upgrade via mail, ma mi è stato comunque offerto: da una camera base sono passato ad una con vista sul porto di Auckland.

    Come membro Diamond, mi è stato ricordato che avevo la colazione inclusa e specificato che si trattava di “continental breakfast”.

    Chi ha lo status almeno Gold di Hilton deve ricordarsi che la colazione compresa è quella continentale, potremmo semplificare con la parte fredda del buffet. Quindi dolci, frutta, succhi, pane, marmellate. Mentre la parte calda/salata come uova, omelette e altri piatti non rientrano nella parte inclusa.

    L’hotel

    Visto dalla terra ferma e di notte, l’hotel sembra galleggiare nella baia di Auckland. Come per il Pier 1 di Sydney credo che anche questo Hilton sia frutto di un recupero di una struttura portuale, ovviamente in questo caso completamente rinnovata ed ingrandita.

    In tutto l’hotel si ha la sensazione di trovarsi a bordo di una nave da crociera e a dire il vero anche la forma di alcuni ambienti ricorda i ponti dei giganti del mare che attraccano non molto distante da questo hotel.

    La parte più bella è sicuramente il piano terra, quello che ospita la reception e la grande hall. Al centro dei divani circolari ci sono dei camini 2.0, considerato che a luglio qui fa freddo è veramente un bel modo per riscaldare l’ambiente, soprattutto dal punto di vista estetico.

    Sedersi intorno a questi camini per un drink mentre si chiacchiera con gli amici deve essere molto rilassante.

    La hall diventa poi un bar, il Bellini, e devo dire che anche questa è una scelta azzeccata: un bel biglietto da visita per chi entra la prima volta in questo hotel.

    Al secondo piano ci sono anche una piccola palestra, aperta h24, ed una piscina esterna.

    La piscina è piccola e aperta anche d’inverno ma non è riscaldata, quindi è come fare un cimento. La particolarità è che ad una estremità spunta nel vuoto, ed è come nuotare per aria.

    Grossa pecca è l’assenza della lounge e il fatto che a “compensare” la mancanza non sia stato offerto nulla. Né un drink, né un voucher da usare al bar.

    La camera

    La mia stanza, la 514, era una Harbour View: la vista di giorno e di notte era davvero bellissima. L’addetta al ricevimento si è raccomandata di mettere la sveglia presto per ammirare l’alba “Is amazing from your terrace”. Peccato però che ho beccato un periodo grigio e autunnale con zero chance di vedere il sole sorgere sulla Nuova Zelanda.

    La cosa più bella della stanza è sicuramente la vista, il terrazzino essendo coperto e chiuso è vivibile anche fuori stagione.

    Per il resto è la stessa camera Hilton, senza nessun richiamo alla Nuova Zelanda o alle tradizioni maori.

    Letto king con classico topper dove ti sembra di dormire in mezzo ad una nuvola.

    Mega schermo, che credo di non aver nemmeno acceso.

    Classica dotazione in camera con frigobar (pieno), snack, macchinetta nespresso e possibilità di usare il bollitore per farsi una tisana in camera.

    Anche il bagno perfettamente nella norma, niente di più niente di meno di quello che sarebbe logico aspettarsi.

    I cioccolatini in camera

    Una delle cose che apprezzo moltissimo delle catene alberghiere è come sanno valorizzare, con poca spesa, la fedeltà di un cliente. Nove volte su dieci, quando entro in un hotel Hilton (o anche Marriott, Hyatt…) trovo ad attendermi una sorpresa in camera. In questi anni ho trovato di tutto dalle torte per il compleanno, alle bottiglie di vino. Dalle calze a dei gadget marchiati con il logo dell’hotel.

    Questa volta erano dei deliziosi cioccolatini, con un cartellino che spiegava i sapori e indicava, volendo, dove andare a comprarli. Nice touch.

    Food & Beverage

    Ho trascorso solo una delle due notti ad Auckland in questo hotel, quando faccio questi viaggi voglio provare più cose che posso, quindi due notti nello stesso hotel sono uno spreco.

    La colazione è servita al primo piano, nel ristorante dell’hotel. La sala è strategicamente posizionata nella prua della struttura, sembra proprio di fare colazione sul ponte di una nave da crociera, solo che non si sente il movimento del mare.

    Anche il buffet mi ha dato quella sensazione di via di mezzo. Era quasi ora di chiusura quando sono sceso, ma nessuno si è disturbato per aiutarmi a versare un bicchiere di succo d’arancia dal recipiente quasi a secco. A differenza di altre strutture di questo livello non ho visto la ricerca dei prodotti, tantomeno un’attenzione alla presentazione. Tutto molto impersonale.

    A conferma che in questo Hilton si ragiona “all’americana” mi è stato chiesto che tipo di colazione avrei fatto. Non avendo fame mi sono fatto bastare la continentale: pane burro e marmellata, della frutta e un cappuccino (a pagamento).

    In conclusione

    Tornerei in questo hotel? Probabilmente no. Non vale il costo cash tantomeno il pagamento con i punti. La posizione è super, la struttura è bella, ma manca di anima e qualche tocco che faccia respirare all’ospite la Nuova Zelanda. Ci sono tante alternative a cominciare dal vicino Park Hyatt Auckland che è stato il mio secondo hotel neo zelandese.

    Il verdetto
    Questo hotel se non fosse per la vista potrebbe essere a Palermo, Miami o Tel Aviv. Bello ma impersonale. Peccato aver perso, causa maltempo, la prima alba del nuovo giorno.
    6.5

    Pro

    • La posizione
    • La vista
    • La terrazza della camera

    Contro

    • Camera impersonale
    • Niente lounge
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